Una soluzione IoT che mette in contatto il personale addetto al primo soccorso e le vittime in caso di disastri naturali. E’ questa la tecnologia su cui si basa il  “progetto OWL”, che indaga le modalità con cui preservare in modo efficace l’operatività dei processi e delle comunicazioni critiche in caso di interruzione dell’elettricità e guasti della connettività delle celle telefoniche. Il sistema ha vinto l’edizione 2019 della Call for Code Global Challenge.

Caratteristiche tecniche

Nello specifico si tratta di una soluzione hardware e software formata da un’infrastruttura di comunicazione offline in grado di offrire ai responsabili del primo soccorso un’interfaccia per la gestione di tutti gli aspetti legati ai disastri naturali.  I soccorritori possono gestire i disastri, coordinare le risorse e comprendere a fondo i modelli meteorologici, con informazioni ottenute dall’analisi dei dati ricevuti dal cloud. La soluzione integra l’ultima versione di IBM Watson Studio, le API Watson Cloud e le API Weather Company, interamente integrate nella soluzione IBM Cloud.

 Hub simili ad anatroccoli in gomma

La rete fisica “clusterduck” è composta da hub che assomigliano ad “anatroccoli in gomma” che, se necessario, possono galleggiare nelle aree inondate. Cinque hub clusterduck sono sufficienti per coprire un’area di un miglio quadrato. Questi sistemi possono creare una vera e propria rete di comunicazione in grado di inviare messaggi vocali mediante un sistema di conversazione (come Alexa e Facebook), su un’applicazione centrale che è il software OWL per la gestione degli incidenti.

Analisi predittiva

Il software OWL sfrutta, per il suo funzionamento, l’analisi predittiva e diverse sorgenti dati per creare un pannello di controllo a disposizione dei responsabili del primo soccorso.

Un’interfaccia intuitiva  

Una volta dispiegata in campo e collegata mediante cluster, questa rete di hub consente alla popolazione civile di accedere ai dispositivi mediante un’interfaccia estremamente intuitiva, dalla quale è possibile contattare i soccorritori, specificando una lista degli oggetti di immediata ed estrema necessità”, spiega Magus Pereira della Community Slack, coinvolta nel progetto.

 

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