Si chiama City Login ed è il servizio dell’ultimo miglio presente a Roma e Milano che si autolcassifica come una logistica ecologica, rispettosa dell’ambiente e delle realtà urbane. Abbiamo chiesto al Fondatore Riccardo Verini quali sono gli elementi che contraddistongono questo servizio “green”.

Una logistica più ecologica è un’esigenza per le nostre città. Quando nasce l’idea?

CityLogin nasce da due realtà: FM Logistic, multinazionale da cui provengo, e Mag-Di, società romana radicata nel Lazio e nell’Italia Meridionale. L’incontro tra le due realtà è avvenuto nell’ambito del progetto europeo LOGECO, nato alla fine del 2012 e concluso a dicembre 2015, cui hanno aderito anche l’Agenzia per la mobilità di Roma Capitale, Renault e Thesis Square. L’iniziativa ha voluto dimostrare, numeri alla mano, la fattibilità della distribuzione nell’ultimo miglio all’interno delle aree urbane attraverso hub di prossimità e senza l’uso di contributi pubblici. I risultati parlano di 45 mila quintali l’anno consegnati a Roma, con un hub di prossimità in zona Prenestina (sono stati adoperati mezzi elettrici poi sostituiti con quelli bimodali), mentre a Torino abbiamo contato 38 mila quintali.

Ci è piaciuto talmente tanto il progetto che nel novembre 2014 abbiamo fondato CityLogin. Abbiamo un hub di prossimità a 6/7 km dal centro storico dove concentriamo le merci dei due provider, FM Logistic e Mag-Di, e da cui parte la consegna con mezzi bimodali.

Perchè avete optato per veicoli bimodali? Avete riscontrato una sostenibilità di prezzo, oltre che ambientale?

Abbiamo scelto veicoli bimodali (che montano motore endotermico ed elettrico) perchè hanno tra i 50 e i 60 km di autonomia al giorno quando a noi ne bastano 6 per fare tre giri di consegna a Roma. Inoltre, costano meno rispetto ad un mezzo 100% elettrico e non abbiamo problemi di ricarica. Per il retrofit dei veicoli, che costano circa 90-100 mila euro, abbiamo sfruttato gli incentivi messi a disposizione dal Comune di Roma (circa 12 mila euro a veicolo) il cui plafond è ancora praticamente intonso.

Adottate sistemi di geolocalizzazione e trasmissione dati per la maggiore sicurezza della flotta?

I mezzi di consegna montano dei sistemi di geolocalizzazione. Durante la fase di sperimentazione del progetto LOGECO, le Università partner hanno realizzato un sistema di trasmissione dati che ci permette di tracciare qualsiasi movimento dell’automezzo e di inviare i dati di consumo al Comune di Roma.

Adottate dei sistemi di misura della CO2 emessa?

Nel Settembre 2015 abbiamo acquisito il primo cliente importante: Sephora. È stata proprio Sephora ad imporci l’uso del sistema per il rilevamento della CO2 dalla partenza fino alla consegna. Con questo sistema misuriamo i km percorsi e il tipo di e otteniamo l’incidenza della CO2 per consegna.

Quali sono i numeri di Roma?

A Roma riusciamo a consegnare circa 60 mila quintali l’anno, una cifra importante, con 3 Renault master trasformati in elettrico da un’azienda partner del progetto. Per la consegna dei cibi freschi o surgelati abbiamo adottato, su uno dei nostri mezzi, un sistema a refrigerazione passiva che non assorbe energia per refrigerare: incamera il freddo durante la notte e raffredda anche quando il veicolo è in modalità elettrica.

Avete riscontrato delle differenze con Milano, altro importante capoluogo italiano?

A Milano riscontriamo maggiore rispondenza e disponibilità rispetto a Roma, anche perché è una realtà nuova che sta aggiornando molto i percorsi della mobilità urbana. Nella Capitale ci sono situazioni consolidate e riscontriamo la cecità dell’amministrazione.

E rispetto a città estere?

Siamo già presenti a Madrid, Parigi e Praga e a breve lo saremo anche a Mosca. Siamo inseriti in una struttura europea denominata Eco2City che fa riferimento alla Commissione europea. La nostra richiesta è di avere regole uniche e applicate. Per citare alcuni esempi: a Copenaghen ci sono hub di quartiere coi punti di raccolta e stoccaggio merci; a Madrid non ci sono i provider ma sono i proprietari delle merci a consegnarle (qui abbiamo operato con CoCa Cola che ha acquistato dei mezzi elettrici); a Parigi funziona per arrondissement e in ogni area c’è un centro di smistamento da cui partiamo con mezzi 100% elettrici.

Quali sono i problemi più urgenti, trovati nella Capitale ma riscontrabili in altre metropoli, sui quali l’amministrazione dovrà concentrarsi?

I controlli sono inesistenti: le telecamere controllano solo l’entrata e uscita e sono assenti nella Ztl A1, il famoso tridente (le tre strade che da Porta del Popolo veicolavano il traffico verso le basiliche maggiori). Nelle aree che dovrebbero essere sgombre troviamo anche le Euro 0. Speriamo che la nuova amministrazione riesca a rimettere ordine in questo Far West dei controlli.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.