
E’ la fotografia scattata dal report nuovo Report “Tech Scaleup Italy” realizzato da Mind the Bridge in collaborazione con AGI e che sarà presentato oggi in anteprima nell’ambito della giornata inaugurale dell’EY Capri Digital Summit, moderata dal Direttore di AGI Riccardo Luna.
Investire più capitali in società ho-tech
“L’Italia deve investire più capitali in società hi-tech per ridurre il divario con gli altri paesi europei – commenta in una nota Alberto Onetti, Chairman Mind the Bridge e Coordinatore SEP – l’attuale ecosistema dell’innovazione in Italia non rispecchia affatto il potenziale effettivo del paese, considerate le dimensioni della sua economia, come si evince dalla Scaleup Europe Matrix da noi elaborata. A febbraio, prima delle elezioni, avevamo raccomandato al neo governo eletto di lanciare una sorta di piano Marshall per l’innovazione in Italia, con l’iniezione di 2 miliardi di euro volti a spingere e a catalizzare maggiori investimenti privati. Questa era e resta l’unica strada per cercare di ridurre l’enorme divario che separa l’Italia dai principali paesi europei che sono a loro volta in ritardo sugli Stati Uniti e sul Regno Unito. Ora l’Italia ha un nuovo governo. La raccomandazione è ancora valida. Stare fermi non è un’opzione”.
Criticità
Tra i motivi che concorrono a delineare un quadro di questo tipo ci sono la “giovane età dell’ecosistema del Bel paese” e le “tempistiche legate all’accesso ai capitali da parte delle startup“, ancora molto lunghe. “Le scaleup italiane – si legge in nota – richiedono infatti più tempo per accedere a finanziamenti significativi il cui canale principale risulta essere ancora il Venture Capital (88% dei fondi, pari a $1,150M). Le IPO hanno pesato solo per l’11%, le ICO per l’1%. Il 20% dei finanziamenti alle startup italiane arriva dagli Stati Uniti, che si conferma il principale investitore extra-europeo. ll Regno Unito pesa per l’11%”.
Italia, un paese di piccole scaleup
“L’Italia è ancora un paese di piccole imprese e di piccole scaleup, come dimostrano i dati del Report – sottolinea Riccardo Luna, Direttore AGI – E questa mancata concentrazione di risorse caratterizza non soltanto lo sviluppo di queste aziende ma anche la loro presenza sul territorio, distribuita su tanti piccoli hub minori oltre a Milano e Roma, cui fanno riferimento il 55% delle scaleup italiane. Nell’odierno monopolio digitale, è quindi necessario che queste aziende non siano lasciate sole. È giunto il momento che finisca l’era delle chiacchiere e si apra quella dei fatti”.
le Scaleup in italia
In Italia il numero di scale up si attesta intorno a un valore che supera le 200 unità, comprese le ultime arrivate del primo semestre 2018. La densità è di 0,3 scaleup ogni 100.000 persone e l’indice di investimento medio è pari allo 0,07%. Numeri che collocano il paese all’8° posto nella classifica europea.
“In Europa il bicchiere è mezzo pieno – aggiunge in nota Isidro Laso Ballesteros, Head of Startup Europe, Commissione Europea – Gli ecosistemi startup iniziano finalmente a connettersi tra loro e ciò contribuisce in modo significativo a sostenere la crescita delle startup. Ma si può fare di più senza rinnegare la nostra base comune: il nostro vantaggio competitivo deve essere quello di essere uniti nella diversità”.
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