“Reality Projected”: la campagna che squarcia il velo di glamour sull’industria delle pellicce

Nel mondo della moda, la pelliccia è stata per decenni sinonimo di lusso e status. Ma dietro le passerelle illuminate e le campagne patinate si nasconde una realtà fatta di gabbie spoglie e sofferenza animale. È questo il cuore di “Reality Projected”, la nuova campagna lanciata da Humane World for Animals Europe (già Humane Society International), realizzata in collaborazione con il celebre fotografo di moda Fro Rojas.

DSC 6991 Original File

L’idea è potente nella sua semplicità: proiettare le immagini crude riprese all’interno degli allevamenti europei direttamente sui capi indossati dalle modelle. Un cappotto di visone o una giacca di volpe diventano così lo schermo su cui scorre la verità che l’industria tenta di celare.

Un continente diviso, ma verso il divieto

Sebbene 24 Paesi europei (tra cui 18 Stati membri dell’UE) abbiano già vietato l’allevamento di animali da pelliccia, la pratica resiste in nazioni come Finlandia, Danimarca, Spagna, Grecia e Ungheria. Si stima che oltre 6 milioni di animali siano ancora rinchiusi in circa 1.200 strutture in tutta l’Unione.

456445 Finland Raccoon Dog Fur Farm Credit Humane Society Internat Original File
Photos from an investigation at a Finnish Fur Farm

La pressione politica è ai massimi storici. Nel 2023, l’Iniziativa dei Cittadini Europei “Fur Free Europe” ha raccolto oltre 1,5 milioni di firme, chiedendo formalmente il bando totale della produzione e del commercio. La risposta della Commissione Europea è attesa entro la fine di marzo 2026.

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La parola alla scienza: benessere impossibile

Non si tratta solo di una questione etica, ma di evidenze scientifiche. Nel luglio 2025, l’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha confermato che questi allevamenti non possono garantire il benessere animale.

Visoni, volpi e cincillà vivono in ambienti che negano ogni comportamento naturale:

  • Privazione: impossibilità di scavare, nuotare o esplorare.

  • Stress psicologico: casi di cannibalismo, infanticidio e movimenti stereotipati dovuti alla noia cronica.

  • Rischi sanitari: la densità degli animali favorisce virus zoonotici. Centinaia di allevamenti sono stati colpiti da COVID-19 e influenza aviaria H5N1, portando all’abbattimento di milioni di capi per motivi di salute pubblica.

“L’Europa ha l’opportunità di schierarsi dalla parte giusta della storia,” dichiara la Dott.ssa Joanna Swabe, Direttrice delle Relazioni Istituzionali di Humane World for Animals Europe. “La scienza è chiara: il commercio di pellicce non ha posto nella moderna società europea.”

L’impatto ambientale: una scelta insostenibile

Oltre alla crudeltà, i dati mostrano un costo ecologico insostenibile. L’impronta carbonica di 1 kg di pelliccia di visone è di circa 309,91 kg di CO2 equivalente: un valore 31 volte superiore a quello del cotone e 25 volte superiore a quello del poliestere. La pelliccia, spesso venduta come “naturale”, è in realtà uno dei materiali con il più alto impatto sul clima nel settore tessile.

Il fronte della moda è già “Fur-Free”

Mentre la politica decide, i grandi nomi del lusso hanno già fatto la loro scelta. Da Gucci a Prada, da Armani a Valentino, quasi tutti i principali stilisti hanno rimosso le pellicce dalle proprie collezioni, puntando su innovazione e materiali alternativi cruelty-free. Anche testate iconiche come Vogue e Elle hanno adottato politiche che escludono la pelliccia dai loro editoriali.

Fro Rojas, regista della campagna, conclude: “Ho visto l’industria trasformare la crudeltà in glamour per vent’anni. Ma la pelliccia non è lusso, è superata. È ora che le persone vedano la verità.”

Cosa puoi fare oggi

Humane World for Animals continua a raccogliere firme per la petizione che verrà presentata ai Commissari Europei nei prossimi giorni. La voce dei cittadini è fondamentale per spingere il Parlamento e il Consiglio Europeo verso un’approvazione definitiva del divieto.


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