Il mercato europeo delle pompe di calore geotermiche torna a crescere. Nel 2025 le vendite nell’Unione Europea hanno registrato un incremento del 10%, portando il parco installato totale a oltre 2,5 milioni di unità. Tuttavia, per accelerare la decarbonizzazione dell’UE e sbloccare il pieno potenziale del comparto, restano indispensabili procedure autorizzative più rapide, un supporto normativo più solido e maggiori investimenti.
A scattare questa fotografia è il report The Geothermal Heat Pump Market in Europe 2026, pubblicato il 20 ottobre 2026 dall’EGEC (European Geothermal Energy Council). Lo studio inaugura una nuova serie di analisi di mercato mirate dell’associazione europea, dedicate ai singoli segmenti del settore geotermico.
I dati chiave del report EGEC 2026
Dopo la forte contrazione registrata nel 2024, il settore delle pompe di calore geotermiche ha mostrato segnali di netta ripresa:
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Vendite e parco installato: Nel 2025 sono state vendute circa 123.000 unità nell’UE (+10% rispetto al 2024). La capacità termica totale installata ha raggiunto i 39,2 GWth, distribuita su oltre 2,5 milioni di impianti.
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Impatto energetico e sociale: La geotermia a bassa entalpia ha fornito circa 88 TWh di energia termica nel 2025, garantendo riscaldamento e raffrescamento a oltre 10,6 milioni di persone.
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Crescono i grandi impianti: Si diffondono sempre più i sistemi di grande taglia per condomini, edifici commerciali e pubblici, applicazioni industriali e reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento di quinta generazione (5GDHC).
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Innovazione tecnologica: I progressi nelle tecniche di perforazione, il raffrescamento passivo (free-cooling) e lo stoccaggio termico sotterraneo (ATES/BTES) stanno aprendo nuovi mercati, come la climatizzazione dei data center. Inoltre, modelli di business innovativi come l’Heat-as-a-Service aiutano ad azzerare i costi di investimento iniziali.
| Indicatore Mercato UE | Valore 2025 / Target |
| Unità vendute nel 2025 | 123.000 (+10% vs 2024) |
| Parco totale installato | > 2,5 milioni di unità (39,2 GWth) |
| Persone servite | > 10,6 milioni |
| Proiezione al 2030 (Scenario accelerato) | 4,5 milioni di unità |
| Proiezione al 2040 (Scenario accelerato) | > 10 milioni di unità |
I freni allo sviluppo: burocrazia e competenze
Nonostante il quadro normativo dell’UE sia favorevole — grazie alla Direttiva sulle Fonti Rinnovabili (RED III) e alla Direttiva sull’Efficienza Energetica (EED) —, l’attuazione pratica negli Stati membri incontra ancora forti ostacoli.
Le principali criticità evidenziate da EGEC riguardano la lentezza dei processi autorizzativi (permitting), l’incertezza normativa e la carenza di forza lavoro qualificata per la progettazione e l’installazione degli impianti.
Eppure, sul piano economico la convenienza è dimostrata: uno studio dell’agenzia francese ADEME (2024) conferma che la pompa di calore geotermica rappresenta la soluzione di riscaldamento rinnovabile più economica sul lungo periodo per complessi residenziali ed edifici terziari, grazie a costi operativi ridotti e all’elevata efficienza energetica.
Il commento di EGEC
“Le pompe di calore geotermiche sono una tecnologia chiave per la transizione dell’Europa verso un riscaldamento e raffrescamento sicuro, economico e decarbonizzato,” ha dichiarato Philippe Dumas, Segretario Generale dell’EGEC. “La ripresa del mercato nel 2025 è incoraggiante, ma dobbiamo consolidare questo slancio affrontando le barriere burocratiche e finanziarie. Con il giusto quadro politico, questa tecnologia darà un contributo determinante all’indipendenza energetica e alla competitività del continente.”
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