
A testimoniare il quadro negativo del comparto, che si manifesta in maniera concreta sulle singole aziende, la notizia dell’annuncio da parte di First Oil Expro di Ian Suttie di vendere a Zennor Petrolem due controllate del suo gruppo.
Secondo il paper uno degli effetti principali legati alla diminuzione del petrolio, crollatto da 115 dollari al barile del 2014 a 35 è stata, infatti, la diminuzione di investimenti per cercare nuovi perforazioni in un settore, che registra una riduzione delle entrate del 30%. Dagli stakeholder la richiesta unanime al governo è quella di una rioduzione delle tasse per rilanciare il settore e consentire sia la produzione sia l’esplorazione.
Cattive notizie anche per l’industria del gas. In base a un rapporto dello UK Energy Research Centre, infatti,non si dovrebbe puntare sul gas naturale per ridurre le emissioni di carbonio. In particolare dal paper emerge come le nuove centrali elettriche a gas dovranno operare a solo una frazione della loro capacità fino al 2030 se il Regno Unito vuole rispettare i suoi obiettivi di riduzione di emissioni di carbonio.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.















