
La transizione diffusa verso la spartizione del mezzo e dei km (pensiamo al car sharing e al car pooling) testimonia la nascita di una società in sharing: da Airbnb, piattaforma di condivisione della propria abitazione, a Bla Bla Car, dove si divide il viaggio e il costo del carburante, a Uber, ormai così popolare da diventare un vero concorrente per i tassisti. Fruibili attraverso un’applicazione scaricabie sui device, questi servizi hanno imitato le dinamiche di mercato domanda/offerta aggiungendovi gli aspetti economici e organizzativi in modo da soddisfare bisogni individuali attraverso servizi differenziati. Anche in Italia, dove queste forme di condivisione cominciano a registrare un interesse crescente, questi servizi coprono tragitti medio-lunghi offrendo un concreto risparmio e un’alternativa alla carente offerta tradizionale.
In questo assetto ormai consolidato, i consumatori devono però ancora abituarsi alle variazioni del prezzo in base alla fascia oraria e al numero di richieste provenienti da uno stesso luogo. Una flessibilità che può far aumentare notevolemente il costo finale del servizio e renderlo persino svantaggioso rispetto alle offerte più tradizionali (a San Francisco con Uber si può pagare da 20 a 80 $ per circa 25 minuti di corsa).
Come uscirne indenni? Iscrivendosi a tutti i servizi di sharing, in modo da scegliere la convenienza nella convenienza. Certo, a questo punto, un’app per la comparazione dei prezzi diventa indispensabile …
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