acqua

“La sostenibilità e l’equità nella gestione delle acque dolci rappresentano uno dei principali obiettivi di una società giusta”. Lo afferma uno dei principi Manifesto di Treviso a difesa dell’Acqua, redatto dall’associazione Premio letterario Giuseppe Mazzotti e promosso dal Centro internazionale Civiltà dell’Acqua e dalla Rete mondiale dei Musei dell’Acqua, iniziativa faro del Programma idrologico internazionale dell’Unesco.

Primi destinatari del manifesto sono i Comuni delle province di Venezia e Treviso cui, in questi giorni, stanno pervenendo le domande di adesione.

Acqua, serve una società più giusta

Si tratta di una dichiarazione d’intenti “cui però dovrebbe seguire un impegno dei Comuni ad atteggiamenti coerenti ed a promuovere una cultura dell’acqua nella comunità locale”, spiega nella nota stampa il presidente del Centro internazionale Civiltà dell’Acqua, Francesco Cazzaro.

Secondo il documento, “la società dei consumi e conseguentemente la società dello spreco richiedono grandi quantità d’acqua dolce per la produzione di merci e servizi. Quest’acqua viene spesso sprecata a causa di infrastrutture inefficienti e comportamenti individuali sbagliati. Inoltre, la ‘società dei rifiuti’ scarica in genere i propri scarti negli ecosistemi acquatici (fiumi, laghi, zone costiere, riserve sotterranee), alterandone la qualità e il loro funzionamento”, si legge.

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Transizione ecologica e inquinamento delle fonti

La necessità della transizione ecologica è dimostrata da fatto che “siamo arrivati al limite di un processo di sfruttamento del territorio e delle sue risorse naturali”, afferma un altro principio del manifesto, specificando: “È quindi necessario armonizzare la difesa dalle acque con la difesa delle acque attraverso l’attuazione di piani integrati di bacino idrografico, passando da un atteggiamento di dominio sulla natura a quello di sostenibilità ecosistemica del territorio e delle sue risorse naturali”.

Si legge ancora nel documento: “Anche in aree naturalmente ricche di acqua dolce si possono incontrare difficoltà per poterla utilizzare, a causa dell’inquinamento delle fonti. A questo problema si è risposto, di norma, con la costruzione di impianti di depurazione, che però sono energivori e devono comunque tener conto della sostenibilità degli ecosistemi recettori. La eco-idrologia nella gestione dell’acqua dovrà rappresentare un settore da promuovere e da sviluppare, avendo fin d’ora ben chiaro che sarà comunque necessario fare di più e meglio con meno”.

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Corretta gestione delle risorse idriche

In materia di gestione delle risorse idriche e degli ecosistemi acquatici, che ne garantiscono la disponibilità, “occorre adeguare gli interventi di trasformazione e artificializzazione dell’ambiente naturale ai principi della sostenibilità e del controllo basato sulla partecipazione pubblica, adattando le azioni alle tipicità dei luoghi, attraverso il coinvolgimento degli attori locali”, afferma un altro principio.

Nella gestione dei servizi idrici urbani, il documento propone infine l’istituzione di autorevoli istituzioni pubbliche in grado di regolare le modalità e la tariffazione per la distribuzione dell’acqua, “garantendo la trasparenza, la partecipazione e il controllo dei cittadini”.

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