Le scie bianche vanno conteggiate come emissioni, altrimenti si viòla il trattato di Parigi

L'analisi legale di Cornerstone Barristers

Importante includere le emissioni diverse dalla CO2 derivanti dall’aviazione nell’analisi dei loro contributi determinati a livello nazionale (Ndc). Non farlo significa andare contro i propri obblighi climatici stabiliti dall’Accordo di Parigi. E’ quanto afferma un’analisi legale di Cornerstone Barristers commissionata dagli ambientalisti T&E e Opportunity Green.

Una sfida che secondo i gruppi ambientalisti andrà portata a termine nelle rendicontazioni ambientali da effettuare in vista della Cop di quest’anno in Brasile (20 novembre).

Perché l’accordo Parigi include le “scie bianche”

Questo perché la ricerca scientifica indica come l’aviazione contribuisce al riscaldamento globale emettendo CO2. Un dato che attualmente rappresenta circa il 2-3% delle emissioni globali annuali di CO2. Ma i motori degli aerei emettono anche altri gas e particolato che influiscono sul clima e sulla nostra salute. Il futuro delle emissioni degli aerei quindi non dipendono solo dai Saf quindi...

Si tratta di elementi liberati nell’aria dagli aerei come le scie di condensazione, le cosiddette “linee bianche nel cielo” e che possono superare l’effetto dell’impatto climatico delle emissioni di CO2 legate all’aviazione. La conclusione giuridica è che i paesi che non includono queste emissioni nel loro piano climatico fallirebbero nei loro impegni ambientali.

L’impatto delle scie bianche e come contenerlo

Meno del 3% dei voli globali ha generato l’80% del riscaldamento delle scie di condensazione, siamo sui dati del 2019.

aerei strisce bianche inquinamento
Foto di Marcel da Pixabay

Eppure è di facile contenimento. Difatti secondo gli esperti si può agire con piccole modifiche alle rotte di solo una piccola percentuale di voli.

Un’azione auspicabile anche perché gli effetti delle scie di condensazione sul clima sono di breve durata, quindi affrontarli apporterebbe benefici climatici a breve termine. Un aiuto importante a fare un salto in avanti verso gli obiettivi stabiliti nell’accordo di Parigi.

Perchè Parigi legifera anche su emissioni non CO2

D’altronde l’accordo di Parigi fa riferimento alla necessità che i paesi agiscano sulla base ‘delle migliori conoscenze scientifiche disponibili’, pertanto è strategico soffermarsi anche su questi altri elementi inquinanti e conteggiarne il relativo impatto. Inoltre l’accordo stabilisce che le riduzioni delle emissioni di CO2 devono avvenire contemporaneamente alla riduzione dei fattori non legati alla CO2, compresi quelli causati dall’aviazione.


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Redazione
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