
“Questo risultato, però, non è frutto solo di una cultura della raccolta differenziata sempre più diffusa tra Comuni e cittadini, ma deriva anche dalla drastica riduzione del valore delle materie prime seconde, soprattutto ferro e plastica, sul mercato internazionale – ha commentato in nota Giorgio Arienti, Direttore generale di Ecodom – Questo crollo ha reso i RAEE molto meno interessanti per il mercato parallelo, cioè per tutti quei soggetti che negli anni scorsi cercavano di accaparrarsi i RAEE raccolti da Enti Locali e Distributori per estrarne le materie prime seconde, spesso con processi non idonei dal punto di vista ambientale”.
Il picco si è registrato per il raggruppamento R4 – piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica e apparecchi di illuminazione – con +50% e per il raggruppamento R2 – lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni e scalda-acqua – con 56 mila ton in termini assoluti, pari a +32% rispetto al 2015. Un aumento costante, quest’ultimo, che ha avuto il suo massimo tra agosto e dicembre. In crescita anche il raggruppamento R1 – frigoriferi e condizionatori – con 37 mila ton e +8% rispetto all’anno precedente; in calo del 34% il raggruppamento R3 – televisori e monitor.
Analizzando i dati regionali, la più virtuosa resta la Lombardia con 19.400 ton di RAEE trattate, quasi 20 milioni di kWh di energia risparmiata e 157 mila ton di CO2 evitate in atmosfera. Medaglia d’argento per l’Emilia Romagna, con 9.800 ton gestite, e di bronzo per la Toscana con 8.800 ton.
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