Il panorama energetico europeo delle biomasse sta attraversando una fase di stabilizzazione, ma è il dato italiano a emergere con maggiore vigore nell’ultimo anno. Secondo il recente Barometro 2025 di EurObserv’ER, l’Italia ha registrato una performance eccezionale nella produzione lorda di elettricità da biomassa solida, che è balzata a 4,1 TWh nel 2024, segnando un incremento del 20,4% rispetto ai 3,4 TWh dell’anno precedente. Questa crescita si pone in netto contrasto con la tendenza dei principali leader europei, come Germania, Finlandia e Svezia, che hanno invece visto contrarsi i propri livelli di produzione elettrica.

Il dinamismo italiano non si limita alla sola elettricità: il consumo interno lordo di biocombustibili nel nostro Paese è salito a 6,9 Mtoe nel 2024 rispetto ai 5,7 Mtoe del 2023, consolidando la posizione dell’Italia tra i primi sei consumatori dell’Unione Europea.
L’Europa alla ricerca di un nuovo equilibrio energetico
A livello comunitario, il settore mostra segnali di assestamento dopo le forti turbolenze causate dall’impennata dei prezzi del gas e dalle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Ucraina. Il consumo primario di biomassa solida nell’UE-27 è sceso leggermente dello 0,6% nel 2024, attestandosi a 94,8 Mtoe, una flessione molto più contenuta rispetto ai cali drastici registrati nel biennio precedente.
Questo trend riflette un ritorno alla normalità del mercato, con i prezzi dei pellet di legno che sono scesi a circa 300 euro per tonnellata nel 2024, dimezzandosi rispetto ai picchi di oltre 600 euro toccati a fine 2022. Nonostante questa stabilizzazione generale, la produzione complessiva di biocombustibili all’interno dei confini europei ha subito una contrazione dell’1,1%, fermandosi a 92,5 Mtoe.
Revisione dei dati e monitoraggio della sostenibilità
Un aspetto cruciale che emerge dal rapporto riguarda la precisione statistica, con l’Italia al centro di una significativa revisione dei dati operata dal Gse. Per garantire la piena conformità ai requisiti di sostenibilità imposti dalla Direttiva UE 2018/2001 (Red II), il sistema di monitoraggio nazionale ha corretto al ribasso le stime di consumo per il 2023 di circa 1 Mtoe. Attualmente, il 95% della produzione elettrica italiana da biomassa è classificato come pienamente conforme ai criteri di sostenibilità europei, un dato che riflette l’impegno verso una transizione ecologica trasparente e certificata. Analoghe revisioni sono state effettuate da altri Stati membri, come Germania, Francia e Spagna, sebbene con variazioni meno impattanti rispetto a quella italiana.
Biomasse, riscaldamento e clima: il peso degli inverni miti
Se la componente elettrica vola, il settore del riscaldamento risente direttamente del cambiamento climatico. Il consumo totale di calore da biomassa nell’Unione Europea è calato dell’1%, scendendo a 77,3 Mtoe nel 2024. Questo calo è strettamente legato a una domanda di riscaldamento che ha raggiunto i minimi storici a causa di inverni insolitamente miti, misurati attraverso l’indicatore dei Gradi Giorno di Riscaldamento (Hdd), scesi a quota 2.698 nell’ultimo anno.
In Italia, il consumo finale di calore ha seguito questa traiettoria discendente con una riduzione del 2,7%, fermandosi a 5,3 Mtoe. Tuttavia, la biomassa solida resta un pilastro fondamentale del mix termico nazionale, con il nostro Paese che mantiene il quinto posto assoluto nell’UE per consumo finale di calore da questa fonte.
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