
I parametri cambiano se equiparando il car sharing ai mezzi pubblici e soprattutto alla condizione di auto “in sharing” quindi “non sempre tua”.
Cosa vuol dire? Se pensiamo di utilizzare la stessa auto per un giorno intero abbiamo una tipologia di costi -sosta e consumo- elevati (di fatto paghiamo l’auto anche quando è ferma), se invece la impieghiamo nel senso tipico dello sharing, più assimilabile quindi al concetto di un mezzo pubblico “quando ho necessità la noleggio” -prenotando al momento con l’app un mezzo prossimo alla mia zona- e “una volta terminato il tragitto lascio l’autovettura libera di essere utile a un altro soggetto”, le cifre cambiano molto.
Numeri alla mano quindi lo sharing risulta più assimilabile ad un taxi privato, rispetto al quale è comunque mediamente più conveniente, (11,55 euro/38,50 euro rispetto i 34,30 euro /41,40 euro) che una prima macchina. Quindi considerando come l’attività in sharing sia proprio la condivisione di un bene quando necessario e non “il possesso”, ci sentiamo di dire che l’obiettivo, per i cittadini italiani, sia pienamente raggiunto.
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