IA e sostenibilità: il digitale ridefinisce il futuro energetico italiano

Focus sul Digitalization & Decarbonization Report 2025 del politecnico di Milano

L’IA non è più solo una frontiera tecnologica, ma il pilastro fondamentale su cui poggia l’ambizione europea di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050, con una potenzialità di riduzione delle emissioni complessive stimata fino al 53%. Il Digitalization & Decarbonization Report 2025, curato dall’osservatorio della School of Management del politecnico di Milano, delinea un quadro in cui la transizione digitale e quella energetica sono ormai indissolubilmente intrecciate. Il principale impatto rilevato risiede nella capacità dell’intelligenza artificiale di agire come fattore abilitante per l’efficienza e la competitività, a patto di governare l’imponente impronta energetica delle infrastrutture digitali, come i data center, le cui richieste di connessione in Italia hanno già raggiunto la cifra record di 55 GW.

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Foto di Steve Johnson su Unsplash.

Tra sovranità tecnologica e supervisione umana

Il rapporto analizza in profondità l’evoluzione regolatoria, ponendo l’accento sull’AI Continent Action Plan europeo e sul disegno di legge italiano, strumenti concepiti per costruire un mercato dell’intelligenza artificiale sicuro e coerente con i valori continentali. La strategia si articola su cinque pilastri strategici: il potenziamento delle infrastrutture computazionali attraverso le AI Factory, l’accesso a dati di alta qualità, lo sviluppo di algoritmi per settori critici, il rafforzamento delle competenze e la semplificazione della compliance normativa.

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In particolare, il Ddl italiano introduce un quadro di regole orientato alla trasparenza e alla supervisione umana, fondamentale per garantire che l’innovazione non diventi un rischio per i diritti fondamentali o per la sicurezza delle infrastrutture critiche.

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Sfida energetica dei data center e il nodo Lombardia

Uno dei nodi centrali del documento riguarda l’esplosione della domanda di potenza computazionale, che sta determinando un aumento rapidissimo dei consumi elettrici. In Italia, il fenomeno è geograficamente concentrato: la Lombardia, e in particolare l’area milanese, assorbe la quota maggiore delle richieste di connessione, mettendo potenzialmente sotto pressione le infrastrutture di rete esistenti.

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Sebbene i data center rappresentino una sfida per il sistema energetico, il report evidenzia come essi siano realtà completamente elettrificabili e, se integrati con impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo, possano trasformarsi in alleati della transizione, riducendo il loro impatto relativo sulla produzione nazionale e favorendo la resilienza del settore.

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Adozione dell’IA nelle imprese italiane: dai consumi alla manutenzione

Il mercato italiano si presenta già attivo, con una significativa adozione di soluzioni IA soprattutto nelle grandi aziende dei settori energetico e manifatturiero. Le applicazioni più diffuse riguardano la previsione dei consumi e dei prezzi, l’ottimizzazione degli asset e la manutenzione predittiva, con risultati giudicati positivi dalla maggior parte degli operatori.

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Tuttavia, permangono barriere significative che rallentano una diffusione capillare, in particolare tra le piccole e medie imprese: l’incertezza sul ritorno economico degli investimenti, la carenza di competenze interne e la complessità nel garantire la qualità dei dati necessari per alimentare modelli efficaci. Nonostante queste criticità, l’IA generativa emerge come la tecnologia più promettente per il prossimo futuro, percepita come una forza capace di trasformare radicalmente i modelli operativi.

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Digitalizzazione e bilanci Esg: verso una decarbonizzazione misurabile

L’analisi dei bilanci di sostenibilità delle aziende del Mib Esg conferma che la trasformazione digitale è ormai una leva strategica per la gestione dei rischi climatici e l’efficientamento operativo. Sono state censite oltre 350 nuove iniziative digitali, concentrate prevalentemente nell’ambito delle operations, dove tecnologie come l’internet of things (IoT) e i digital twin permettono di ottenere risparmi energetici e riduzioni delle emissioni in tempi brevi.

Casi studio concreti, riportati nel documento, dimostrano come la digitalizzazione dei dati di consumo possa portare a riduzioni del 20% dei consumi in specifici circuiti industriali. In conclusione, il report sottolinea che il contributo dell’intelligenza artificiale alla sostenibilità non è automatico, ma dipende dalla capacità del sistema Paese di alimentare queste tecnologie con energia pulita e di orientare lo sviluppo verso criteri di efficienza strutturale.

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