La transizione energetica italiana incassa un semaforo verde decisivo da Bruxelles. La Commissione Europea ha dato l’8 giugno ufficialmente il via libera allo schema di decreto FER X a regime, il meccanismo di incentivazione destinato a dare una spinta senza precedenti alla diffusione delle fonti rinnovabili mature nel nostro Paese.
Il provvedimento punta a dare continuità strutturale al sistema transitorio già introdotto nel 2025, offrendo a investitori e imprese un quadro di regole certo e di lungo periodo per accelerare la decarbonizzazione della rete elettrica nazionale.
“Il via libera della Commissione europea allo schema di decreto FER X a regime consente di proseguire il percorso di realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili mature,” ha commentato con soddisfazione il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Si tratta di uno strumento strategico per rafforzare l’autonomia energetica del Paese, ridurre la dipendenza dall’estero e garantire continuità al meccanismo transitorio entrato in vigore nel 2025”.
Il piano: oltre 37 Gigawatt di nuova potenza
Il cuore del decreto FER X è lo sblocco di un contingente massiccio di nuova capacità di generazione pulita, pari a 37,15 GW complessivi. Il testo fa una scelta politica e industriale precisa, dividendo i fondi e i contingenti per sostenere sia il tessuto delle piccole e medie imprese (e l’autoconsumo), sia i grandi progetti di livello utility-scale.
La quota di nuova potenza è così ripartita:
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10 GW riservati esclusivamente agli impianti di piccola taglia (fino a 1 MW di potenza);
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27,15 GW destinati invece alle installazioni di grandi dimensioni (sopra 1 MW).
Le tecnologie ammesse agli incentivi sono quelle cosiddette “consolidate”, ovvero pronte alla diffusione di massa e commercialmente mature: fotovoltaico, eolico (onshore), idroelettrico e gli impianti per il trattamento dei gas residuati dai processi di depurazione.
I prossimi passi verso la pubblicazione
L’approvazione europea rappresenta l’ostacolo più complesso, ma l’iter normativo deve ora completare gli ultimi passaggi burocratici in patria. Il testo del decreto FER X sarà trasmesso nei prossimi giorni alla Corte dei Conti per la necessaria registrazione formale. Una volta ottenuto il visto della magistratura contabile, il decreto sarà finalmente pubblicato sul sito ufficiale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), entrando ufficialmente in vigore.
L’ok di Bruxelles viene letto dagli addetti ai lavori come una forte boccata d’ossigeno per il mercato energetico italiano. Oltre a favorire una pioggia di investimenti privati nel settore delle cleantech, il decreto rappresenta un pilastro fondamentale per blindare la sicurezza del sistema elettrico nazionale, riducendo la vulnerabilità dell’Italia alle fluttuazioni dei prezzi dei combustibili fossili sui mercati internazionali.
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