
Secondo l’associazione, come si legge in una nota, questo voto potrebbe essere fondamentale nel frenare una strategia energetica nazionale legata alle fonti fossili e non in linea con gli impegni di riduzione di emissione di gas serra assunti dall’Italia nel corso del vertice sul clima di Parigi. Greenpeace sottolinea inoltre nella nota come non si sia fatta abbastanza informazione sul referendum di aprile adottando “una strategia di strisciante sabotaggio del voto referendario, un atteggiamento lesivo della democrazia”. Per questi motivi l’associazione lancia un appello a cittadini, personalità e organizzazioni affinchè si mobilitino per fare informazione e creare dibattito pubblico su questo importante voto.
“Ci stiamo battendo per spiegare che il referendum sulle trivelle del prossimo 17 aprile è un appuntamento che riguarda il nostro Paese nella sua interezza. Votare Sì significherà chiarire al governo che non vogliamo le trivelle nei nostri mari, che preferiamo l’oro blu all’oro nero, che il turismo, la pesca sostenibile e la qualità dei paesaggi valgono molto più dei pochissimi barili di greggio o delle misere riserve di gas che potremmo estrarre dai nostri fondali“, ha affermato in una nota Andrea Boraschi, responsabile della Campagna Energia e Clima di Greenpeace.
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