
Paesi favorevoli
Oltre all’Italia i Paesi che si sono espressi a favore del provvedimento sono: Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Grecia, Portogallo, Irlanda, Slovenia, Estonia, Cipro, Lussemburgo e Malta. Insieme queste nazioni rappresentano il 76,1% della popolazione dell’UE.
Contrari e astenuti
GLi STati che hanno invece espresso un voto contrario sono stati: Romania, Repubblica Ceca, Ungheria e Danimarca. Otto gli astenuti: Polonia, Belgio, Slovacchia, Finlandia, Bulgaria, Croazia, Lettonia e Lituania.
Un passo necessario e importante
La decisione è stata accolta con favore da Greenpeace che ha sottolineato come quella di oggi sia “una grande giornata per il futuro dell’agricoltura europea”.
“Questa è una notizia importante per le api, l’ambiente e tutti noi – sottolinea in particolare Federica Ferrario, Responsabile campagna agricoltura di Greenpeace Italia – Il voto a favore dell’Italia certifica l’attenzione dei cittadini italiani per la protezione degli impollinatori. I danni di questi neonicotinoidi sono ormai incontestabili. Bandire questi insetticidi è un passo necessario e importante, il primo verso una riduzione dell’uso di pesticidi sintetici e a sostegno della transizione verso metodi ecologici di controllo dei parassiti”.
Altre minacce per le api
Ma i tre insetticidi banditi non sono, secondo Greenpeace, l’unica minaccia per le api. Ci sono ad esempio i nenoctinoidi come acetamiprid, thiacloprid, sulfoxaflor e flupyradifurone e altre sostanze come cipermetrina, deltametrina e clorpirifos. Pesticidi che in UE sono ancora legali.
Vietare i neonicotinoidi
Il timore di Greenpeace è che questi tre insetticidi tossici possano essere sostituiti con altri prodotti dannosi per le api. In quest’ottica l’associazione auspica che l’Unione europea bandisca tutti i neonicotinoidi, come sta pensando di fare la Francia. In generale bisognerebbe eliminare i pesticidi sintetici e promuovere l’adozione di metodi green per la gestione dei parassiti.
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