
“Quando prendiamo in considerazione i principali impatti dei cambiamenti climatici, in un modo o nell’altro vediamo che sono legati all’impiego di acqua, che si tratti di siccità, inondazioni, tempeste, livello di aumento del mare” afferma Richard Damania, economista della Banca Mondiale e autore del report, come si legge sul sito della Reuters. La carenza di questa risorsa, “al centro dell’attività economica “ ha aggiunto lo studioso potrebbe avere ripercussioni negative in settori come agricoltura ed economia.
Dal report emerge, inoltre, come la scarsità di acqua dolce non avrebbe lo stesso impatto in tutto il mondo. Secondo i modelli di previsione, infatti, le economie dell’Europa Occidentale e del Nord America sarebbero probabilmente risparmiate, mentre i colpi più duri sarebbero accusati dalle economie di Cina e India. Nella fascia del Sahel, inoltre, che si estende attraverso l’Africa nella zona sottostante il Sahara, il PIL potrebbe scendere dell’11% per la mancanza di acqua dolce. Al contrario risultati positivi potrebbero essere registrati in Asia Centrale, con una crescita del PIl dell’11% entro il 2050.
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.















