Monitorare i dati in tempo reale sfruttando le informazioni raccolte in chiave predittiva. È questo l’elemento chiave dell’approccio alla filiera dell’acqua potabile che ha caratterizzato Gruppo CAP nell’implementazione del Water Safety Plan, il Piano di Sicurezza dell’Acqua incentrato sulla garanzia e sulla salubrità di questa risorsa indispensabile per l’uomo. Il piano, presto obbligatorio in tutti gli Stati UE, è stato adottato dall’utility per la prima volta in Italia a marzo del 2017 in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. A circa un anno di distanza, l’azienda punta a estenderlo entro il 2020 in tutti i Comuni dell’hinterland milanese.
Un percorso virtuoso
Questo percorso virtuoso, volto a rendere più smart e resiliente l’infrastruttura dell’acqua potabile attraverso l’aumento di controlli e prelievi nell’intera filiera, è ora raccontato da Gruppo CAP nel libro “L’acqua del rubinetto. Water Safety Plan: innovazione e sicurezza” di cui è curatore Alessandro Russo, Presidente e AD dell’azienda. Il testo, edito da Guerini Editore, intende orientare le altre aziende nel percorso di implementazione del Water Safety Plan attraverso una serie di contributi di personalità autorevoli nel settore idrico e della public policy. 
In occasione della presentazione del libro abbiamo intervistato il Presidente e AD di Gruppo CAP Alessandro Russo, che ha approfondito ai nostri microfoni il “cambio di paradigma” legato all’adozione del Water Safety Plan.
Quali sono gli elementi chiave e gli obiettivi legati alla pubblicazione del libro?
Quali sono stati gli step che avete seguito nell’implementazione del Water Safety Plan?
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