Sfruttare il floruro al posto del litio per realizzare batterie più performanti che potrebbero permettere in futuro di ricaricare uno smartphone una sola volta a settimana. E’ questo il fulcro della ricerca realizzata da un team del California Institute of Technology che hanno realizzato un primo prototipo di batterie al floruro sfruttando un solvente elettrolitico chiamato bis (2,2,2-trifluoroetil) etere e hanno superato così l’ostacolo legate alle alte temperature necessarie per il funzionamento di questo tipo di dispositivi.

I risultati della ricerca

Grazie a questa soluzione gli anioni del fluoruro possono interagire con gli elettrodi a temperatura ambiente, introducendo degli additivi specifici. Il risultato finale è un sistema stabile, con un’elevata conduttività e in grado di  funzionare con diverse tensioni. Nello specifico gli studiosi hanno capito che abbinando il sistema a un fluido con trifluoruro di rame-lantanio era possibile ottenere una batteria efficiente basata su anioni, che si può caricare o scaricare senza la necessità del calore. 

Prime fasi di sviluppo

Siamo ancora nelle prime fasi di sviluppo, ma questa è la prima batteria al fluoruro ricaricabile che funziona a temperatura ambiente“, ha spiegato uno dei ricercatori coinvolti nell’esperimento.

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