Il guayule è quello che si potrebbe definire un arbusto dalle mille sorprese. Nato e cresciuto in America, in Italia da qualche tempo, è fonte di prodotti complessi quali lattice ipoallergenico, resine e olii essenziali, nonchè di gomma naturale anallergica, biomassa che trova applicazione nel progetto di ricerca Versalis.

“Attualmente lavoriamo sulla fermentazione che sfrutta un microrganismo geneticamente modificato con cui produciamo il butandiolo. Il butandiolo viene convertito in butadiene e polimerizzato in polibutadiene – prosegue la Cucchetti – Quest’ultimo è già prodotto da Versalis, ma ha origine petrolchimica. Così facendo otteniamo un prodotto green”. Il progetto vuole sfruttare questa biomassa, e non il petrolio, per alimentare la bioraffineria, entrando a pieno titolo nella sperimentazione legata alla chimica verde.

Il guayule può essere impiegato anche per produrre biocarburanti, un’alternativa a quelli derivati dall’olio di palma?
La pianta nasce e cresce in Arizona, nel Sud degli Stati Uniti. Rischia di essere una “specie aliena”, minaccia per l’ecosistema circostante?
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