
“Attraverso la firma di questo protocollo con Enea e Camera di commercio, inizieremo a lavorare a un progetto da offrire a Comune e Regione per chiudere il ciclo dei rifiuti indicando gli impianti che servono a questo scopo in un’ottica realmente circolare; poi ovviamente starà alla politica decidere se dare seguito alla nostra proposta o proseguire su altre strade, molte delle quali, però, hanno già mostrato ampiamente i loro limiti” sottolinea il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello: “vogliamo proporre un modello di gestione e trattamento dei rifiuti solidi urbani che risolva definitivamente tutte le criticità attuali attraverso l’adozione delle migliori soluzioni e tecnologie disponibili nell’ambito dell’economia circolare“.
Un protocollo che, come spiega il presidente di Enea, Federico Testa “si inserisce nella nostra Knowledge exchange strategy di supporto/collaborazione con le imprese per lo sviluppo di tecnologie, processi, progetti e servizi innovativi”.
“L’obiettivo” conferma il presidente della Cca di Roma, Lorenzo Tagliaventi “è trasformare quello che negli ultimi anni ha rappresentato e rappresenta tutt’ora un fattore critico in una grande opportunità di sviluppo e di ricchezza”.
Un nuovo modello di gestione dei rifiuti a Roma
Momento iniziale sarà lo “Scenario per una gestione sostenibile e circolare dei rifiuti urbani di Roma Capitale”, teso a scegliere le tecnologie più innovative e a coinvolgere tutti i partecipanti della filiera per elaborare gli impatti economici e ambientali, gestire in modo sostenibile e circolare la risorsa rifiuti e partecipare gli attori locali, pubblici e privati sia di grandi dimensioni che di più ridotta caratura.
“Nel campo dell’economia circolare, come ente guida del settore, Enea mette a disposizione le proprie competenze tecnologiche per contribuire alla definizione di un modello territoriale di gestione dei rifiuti basato su un approccio integrato condiviso anche con le istituzioni, le aziende e la società civile del territorio di Roma” rimarca Testa.
“Da oltre 30 anni la città non affronta in maniera strutturale il problema, ricorrendo spesso a espedienti temporanei e misure emergenziali senza alcuna progettualità di ampio respiro che tenga conto, senza pregiudizi, di tutte le complessità del ciclo dei rifiuti di un’area urbana così vasta e in cui gravitano quotidianamente oltre 4 milioni di persone” conclude Tortoriello.
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