Se le scuole diventano “epicentri della mobilità ciclabile”

Il progetto di Alternanza Scuola - Lavoro promosso da H3

1404

Un progetto che “ha unito in maniera proficua l’ambito della mobilità con quello dell’urbanistica permettendo agli studenti di contribuire in maniera attiva” a diffondere i paradigmi di una mobilità sostenibile. Così Giorgio Meszeley, founder e Ceo di H3 ha definito il percorso di Alternanza Scuola Lavoro, promosso dal gruppo, in occasione dell’incontro conclusivo dell’iniziativa tenutosi ieri a Milano nel carcere di San Vittore. Un’esperienza formativa che ha visto i ragazzi del liceo Beccaria di Milano e del liceo Paolo Frisi di Monza impegnati nell’analisi dei Mobility Plans delle rispettive città per sviluppare uno School Mobility Project sostenibile incentrato sull’analisi delle piste ciclabili e sul loro ulteriore potenziamento. 

Mobilità e smart city, due concetti indissolubili

Una delle questioni centrali emerse nel corso del progetto è stata l’importanza di comprendere il connubio indissolubile tra il concetto di mobilità e quello di smart city. “Non esiste una città smart che non elabori un modello di mobilità sostenibile. Si tratta, infatti, di un comparto che impatta in maniera rilevante sulla qualità della vita dei cittadini”, ha sottolineato Meszley che ha spiegato inoltre come l’iniziativa proseguirà assumendo una dimensione europea. (Per approfondire questi e altri temi guarda l’intervista video).

Scuole, epicentri della rete ciclopedonale

Ad affiancare gli studenti in più fasi del progetto anche l’architetto Stefano Boeri che ha approfondito con i ragazzi temi come l’energia sostenibile, l’automazione e l’innovazione a servizio della smart city. Il risultato di questo percorso formativo è stato l’elaborazione di una visione di mobilità sostenibile e innovativa che ha visto le scuole nel ruolo di veri e propri centri nevralgici di una concezione urbana a misura di cittadino.  “I ragazzi – ha sottolineato Boeri -hanno costruito un’idea di mobilità sostenibile rendendo le scuole gli epicentri di una rete ciclopedonale. Questa è una visione molto avanzata”. 

“Il fatto che questa iniziativa non nasca come una scelta dall’alto dell’amministrazione comunale, ma dalla capacità che le scuole hanno di creare un sistema ramificato di reti ciclabili nel territorio”  è  un elemento fondamentale per far sì che “progetti di questo tipo diventino realtà”, ha aggiunto l’architetto.

Carica visionaria e pragmaticità

“I progetti realizzati hanno insieme una carica visionaria, ma anche una grande pragmaticità ed efficienza. Sono idee su cui si potrebbe cominciare subito a lavorare affrontando il tema di una graduale riduzione delle macchine parcheggiate”. Si tratta, infatti, di vetture collocate su uno spazio pubblico che invece “potrebbe essere usato per le piste ciclabili”, ha spiegato Boeri. 

 

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.