Multimeter, cosa succede se la Capitale resta indietro

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L’Autorità ha stabilito i primi di luglio quali saranno, tra i dodici progetti presentati dalle utility, i piloti sovvenzionati per istallare una multi piattaforma di gestione che partendo dallo smart meter gas si agganci agli altri servizi che siano del comparto idrico o elettrico.

Dei dodici ne sono stati approvati 6, ma questa ad oggi è già storia, il vero quid resta perché la Capitale con Italgas non sia riuscita a rientrare nella rosa dei prescelti. E’ stato fatto abbastanza? L’utility gas avrebbe potuto pensare ad alleanze che lo rendessero un caso esemplare, “il” pilota per l’Italia?

Un’occasione mancata doppiamente quella data dall’Autorità, per sperimentare oltre che un servizio efficiente e avveniristico anche per posizionare Roma tra le capitali europee all’avanguardia. Il tutto lavorando per una volta sotto una congiuntura economica favorevole, cioè sovvenzionata, che nel conto economico in crisi della Capitale non sarà possibile ripetere tanto facilmente.

Eppure nelle recente intervista con Andrea Bossola, direttore area industriale reti di ACEA spa l’utility sembra orientata a sperimentare illuminazione efficiente e ragionare in ottica sinergica tra le sue due competenze, acqua ed elettricità, partire in sinergia anche con il gas non sarebbe stato male. Ora vedremo come altre realtà italiane, forse anche più rappresentative della media nostrana, per dimensioni e tipologia di tematiche urbane, affronteranno le sfide di una rete più che smart, preludio imprescindibile per una città smart.

Certo che in questo contesto, non vedere una città come Roma, costruita su sette colli con l’eredità di sette re e molti troppi Governi che le hanno camminato sopra, pari forse solo agli strati su cui è stata costruita e distrutta più volte, avrebbe rappresentato un caso di eccellenza da presentare anche all’estero e perché no, forse capace di attirare investimenti e fiducia nel nostro Paese, che non dimentichiamocelo, rischia di perdere appeal per i grandi complessi industriali esteri.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.