idrogeno

La Commissione europea ha presentato il 15 dicembre il Pacchetto di interventi per il mercato decarbonizzato di idrogeno e gas rinnovabili, insieme alla normativa sulle emissioni di metano e sul rendimento energetico degli edifici.

Questa serie di risultati rientrano nell’attuazione di delle proposte legislative delineate nel pacchetto Fit for 55. Il principale tra questi obiettivi è quello di ridurre del 55% le emissioni di gas serra entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, come previsto dal Green deal europeo.

Rimuovere le barriere per il mercato dell’idrogeno

Una delle misure chiave include una revisione delle regole del mercato del gas dell’UE per dare la priorità ai vettori rinnovabili a basse emissioni di carbonio e garantire che abbiano accesso al mercato dell’energia. L’ambizione è quella di avere, entro il 2030, 40 GW di capacità di elettrolizzatori. In tal senso, le proposte preparano il terreno per un mercato europeo dell’idrogeno competitivo.

Per consentire ciò, la Commissione europea ha proposto un maggiore sostegno all’H2, compreso l’obbligo per i paesi UE di accettare il transito transfrontaliero di gas naturale miscelato fino al 5% con l’idrogeno. L’idea è quella di rimuovere alcune barriere per lo sviluppo del mercato di settore. L’esecutivo UE ha anche presentato piani per un mercato dell’idrogeno pulito, con l’idea di una regolamentazione pari all’attuale mercato del gas e dell’elettricità dal 2030.

Fino ad allora saranno sostenuti progetti come le hydrogen valley, sulle quali si punta per espandere il sistema di approvvigionamento di H2 in tutta Europa. Un ulteriore sostegno all’idrogeno e ad altri gas rinnovabili a basse emissioni di carbonio si presenta sotto forma di incentivo fiscale, compresa l’eliminazione delle tariffe transfrontaliere.

Tuttavia, le attività di trasporto e di produzione del vettore dovranno essere scorporate l’una dall’altra, sulla falsariga di quanto già fatto nei mercati del gas e dell’elettricità. L’obiettivo è quello di promuovere la competitività con un accesso trasparente alla rete. Infine, sarà introdotto uno schema di certificazione per confermare se il gas immesso sul mercato è davvero rinnovabile.

Ridurre le emissioni di gas serra

La nuova legislazione sul gas dell’UE mira a raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni nette del 55% entro il 2030, il che richiede il miglioramento dell’efficienza energetica e la riduzione dell’uso delle fonti fossili.

L’esecutivo sta cercando di allontanare l’economia europea dalle fonti fossili introducendo alcune misure circostanziali, come il divieto di sottoscrivere contratti di fornitura a lungo termine oltre il 2049. Saranno comunque consentiti contratti a breve termine, inferiori a un anno, importanti per la sicurezza dell’approvvigionamento e la tenuta del mercato.

Tra le proposte c’è anche quella di vietare i sussidi pubblici per le nuove caldaie a gas fossile dal 2027, stabilendo una base giuridica per i Paesi che intendono introdurre un divieto nazionale su questo punto.

Inoltre, in merito all’efficienza energetica degli edifici, la Commissione europea punta ad aumentare i target, al fine di ridurre la domanda di energia da combustibili fossili. Con la revisione della Direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia (Epbde) si sta preparando il terreno affinché i Paesi UE rinnovino i loro edifici con prestazioni maggiori entro il 2033.

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