Le biblioteche “amiche dell’ambiente”: la Rete B.I.A.

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EcobibliotecheLe biblioteche di interesse ambientale

Esistono in Italia varie biblioteche di interesse ambientale, ascrivibili alla cosiddetta Rete B.I.A, depositarie di documentazione scientifica riguardante l’ambiente, strutturalmente ecologiche e impegnate in attività orientate alla sostenibilità. Secondo la tassonomia tripartita proposta (W. Morgese, a partire dal Convegno delle Stelline del 2013), le caratteristiche che contraddistinguono le cosiddette “eco-biblioteche” o biblioteche verdi sono le seguenti:

1) ☼ soluzioni tecnologiche o infrastrutturali che connotano gli edifici o i servizi e anche per le location in cui sorgono;

2) ♣ specializzazione delle collezioni bibliografiche;

3) ♥ attività operative e/o servizi di interesse ambientale offerti.

Tipologie di biblioteche di interesse ambientale

Tali caratteristiche, nelle varie istituzioni bibliotecarie esistenti, possono essere compresenti, in tutto o in parte. Entrando più nel dettaglio, possiamo annoverare una vasta gamma di biblioteche e/o centri di documentazione afferenti alle seguenti tipologie, che ci piace immaginare come i diversi petali di uno stesso fiore:

☼ b. realizzate secondo i dettami dell’architettura sostenibile di nuova costruzione o di recupero di edifici preesistenti

♣ le b. e/o i centri di documentazione della Rete ISPRA-ARPA-APPA delle Agenzie ambientali del Sistema Nazionale della Protezione Ambientale (SI Documenta del SNPA);

♣ le b. di scienze della Terra (facenti capo alle università, INGV, della Società Geografica, del CNG, Consiglio Nazionale dei Geologi), del Mare, di Scienze ambientali, Biologia;

♣ biblioteche di enti di ricerca (ENEA, CNR, ISS, INGV, FAO, CREA…);

♣ le b. e/o i centri di documentazione di associazioni ambientaliste, gruppi speleologici, Enti Parco, Aree protette, Accademie, Fondazioni, Musei di storia naturale;

♣ le biblioteche (e i relativi archivi) di eminenti studiosi e professori protagonisti dell’affermazione dell’ambientalismo in Italia (Fondo Giorgio e Gabriella Nebbia c/o la Fondazione Micheletti di Brescia);

♥ le biblioteche di ente locale (“public library”) impegnate in progetti di educazione ambientale (ad es. con i CEA-Centri di educazione Ambientale) e in attività orientate alla divulgazione dei principi della sostenibilità. Presso l’Istituzione “Biblioteche di Roma”, una buona pratica è rappresentata dall’Ufficio Biblioscienze che, istituito nel 2013 all’interno di una rete che include 39 biblioteche integrate, promuove la diffusione della scienza e della tecnologia sul territorio.

Momenti di confronto e divulgazione diventano fondamentali per favorire la conoscenza delle best practices adottate, per la condivisione di competenze e strutture tecnologiche, per la creazione di nuove sinergie anche nell’ambito delle attività formative, informative e divulgative. Occasioni che possono incoraggiare il confronto e il costruttivo dibattito tra tutti gli attori di questo variegato mosaico nella logica del mutuo supporto e a beneficio dell’erogazione agli utenti dei servizi inerenti le tematiche legate all’ambiente. Con la speranza che, al di là delle indubbie difficoltà esistenti e dei drastici tagli di budget subiti, si possa stimolare la volontà di lavorare in sinergia e di “fare rete” affinché nessun utente (reale o potenziale) si senta escluso dai servizi informativi offerti.

Il ruolo delle biblioteche di interesse ambientale come bene pubblico

Anche in Italia, come nel mondo anglosassone, sarebbe importante che la fitta ed esemplare rete delle biblioteche fosse realmente percepita e vissuta da ogni singolo cittadino come bene pubblico imprescindibile, alla stregua degli altri servizi di pubblica utilità (sanità, istruzione…), e non come un prezioso ma inerte “scrigno bibliotafico”. La biblioteca racchiude in sé tanti significati: non è solo fonte di informazione o memoria storica del passato, ma anche ispiratrice del cambiamento nella direzione di innovative “progettualità ecocompatibili”. Rappresenta un’importante tessera dell’ampio mosaico culturale e sociale, architettonico ed urbanistico della società odierna nella quale coesistono i vari media e canali informativi disponibili (carta stampata, radio, tv, web, social network).

Va, certamente, messa da parte anche la tradizionale immagine che, a torto, si ha della figura del bibliotecario come rigido custode del patrimonio librario, noioso e duro censore delle libertà degli utenti presenti in sala lettura, sostituendola con quella del “bibliotecario al tempo di Google”, ossia un “information scientist”, duttile, aperto, proattivo, dinamico, facilitatore e mediatore della conoscenza interdisciplinare, al servizio di tutte le parti interessate.

Scarica qui il decalogo dell’ecobibliotecario e l’ecodecalogo per l’utente.

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Anna Laura Saso, ISPRA
Responsabile servizio biblioteche Ispra