Bologna corre verso il 2030: a maggio il debutto della flotta bus a idrogeno

La primavera bolognese porta con sé una rivoluzione invisibile ma profonda: l’aria si fa più pulita. Entro il mese di maggio 2026, i primi autobus a idrogeno di Tper entreranno ufficialmente in servizio, segnando un passo decisivo verso l’obiettivo della neutralità carbonica che Bologna intende raggiungere entro il 2030, con ben vent’anni di anticipo rispetto alle tabelle di marcia dell’Unione Europea.

Un investimento record per la città

Il progetto, frutto di una sinergia tra Comune, Tper e l’Agenzia SRM, ha messo in campo cifre imponenti: 74,9 milioni di euro provenienti dai fondi PNRR per l’acquisto dei mezzi. La flotta sarà composta da 127 bus Solaris Urbino 12 hydrogen, suddivisi in due configurazioni:

  • 60 veicoli a tre porte destinati alle linee urbane.

  • 67 veicoli a due porte per i collegamenti suburbani tra il capoluogo e l’area metropolitana.

Tecnologia “Fuel Cell”: 400 km di autonomia e zero emissioni

Il cuore pulsante di questi mezzi è la cella a combustibile da 70 kW. Il funzionamento è un piccolo miracolo di ingegneria chimica: l’idrogeno stoccato sul tetto si combina con l’ossigeno atmosferico producendo elettricità. L’unico scarto? Puro vapore acqueo.

I vantaggi rispetto ai mezzi tradizionali sono netti:

  1. Autonomia: Oltre 400 km con un singolo pieno, prestazioni paragonabili ai bus a gasolio.

  2. Impatto Ambientale: Un risparmio stimato di 7.700 tonnellate di CO₂ all’anno.

  3. Comfort: Silenziosità assoluta, climatizzazione integrale, prese USB e accessibilità totale per disabili e passeggini.

Il cuore logistico: il deposito di via Battindarno

flotta bus a idrogeno bolognaLa rivoluzione non viaggia solo su gomma, ma poggia su infrastrutture di terra all’avanguardia. È stato completato l’impianto di ricarica nel deposito di via Battindarno, un investimento da 6 milioni di euro.

L’impianto, realizzato da TPH2 (partecipata Tper e Gruppo Wolftank), utilizza un sistema brevettato di compressione e stoccaggio che ottimizza i tempi di rifornimento. Grazie a un’interfaccia a infrarossi, l’erogatore “dialoga” in tempo reale con il bus per monitorare pressione e temperatura, garantendo la massima sicurezza. L’idrogeno utilizzato sarà a bassa impronta carbonica, fornito dal Gruppo Sapio, in linea con i rigidi criteri green del PNRR.

L’esperienza di Ferrara: un test di successo

Bologna non parte da zero. Tper ha già testato la tecnologia a Ferrara, dove da settembre circolano 10 bus identici. I dati raccolti negli ultimi cinque mesi sono entusiasmanti: oltre 62.000 km percorsi con costi di esercizio e consumi del tutto in linea con i mezzi tradizionali, ma con un gradimento degli utenti altissimo, specialmente per l’assenza di rumore e vibrazioni.

“Siamo tra le realtà capaci di trasformare i fondi PNRR in benefici concreti per i cittadini,” fanno sapere da Tper. “L’idrogeno è l’ultimo tassello di un mix energetico che include già metano ed elettrico, portandoci in prima linea nella transizione energetica europea.”


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