
Autonomia limitata (35%), infrastruttura di rete insufficiente (38%), scarsa conoscenza del prodotto (20%) e una certa ritrosia a cambiare abitudini (15%). sono gli elementi di difficoltà di penetrazione dei mezzi elettrici.
Limiti che vengono percepiti come superati dall’ibrido che in tre anni è passato dallo 0,7% al 5,5% del parco.
Nonostante ciò, ai fleet manager l’elettrico piace. Due su dieci si dichiarano pronti ad acquisire veicoli elettrici nei prossimi 12 mesi. Mentre un 15% resta contrario alla sperimentazione di questo vettore. Le Full-Hybrid convincono maggiormente rispetto alle Phev, perché non occorre «ricaricarle alla spina», mentre scarso interesse riscuotono le Mild-Hybrid.
La scelta dei fleet manager, continua a essere legata al diesel. La ricerca evidenzia un lieve calo ma segnala un’incidenza preponderante, pari all’87,3%.
La benzina cresce ma copre solo il 4,2% della flotta. In calo metano e GPL.
L’elettrico in azienda è un fringe benefit

Tra i vantaggi i fleet manager indicano: la riduzione delle emissioni (78%), il libero accesso alle ZTL e le altre agevolazioni nella circolazione (72%), la responsabilità sociale d’impresa (69%) e il risparmio nei costi di carburante (63%).
Rispetto al 2018, si registra una crescita di 10 punti percentuali di strutture di ricarica da parte delle aziende (dal 46% al 56%) presso la propria sede. Cresce anche il numero di quelle che hanno stipulato accordi con le utilities dell’energia (dal 63% all’84%).
Il bacino di dati analizzato dalla ricerca
La ricerca, giunta alla sua terza edizione (2016–2018-2019) ha valutato oltre 85.000 veicoli in flotta, il 90% dei quali gestito in noleggio a lungo termine su un campione di 100 aziende appartenenti a diversi settori (alimentare, chimica e petrolchimica, costruzioni, logistica, linee aeree, trasporti, energia, grande distribuzione, telefonia, etc…).
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