Mentre il conflitto in Ucraina si avvicina alla drammatica soglia dei 1.500 giorni, la Commissione Europea ha presentato ufficialmente il 20° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Un intervento massiccio che mira a colpire i gangli vitali dell’economia di guerra di Vladimir Putin: energia, finanza e logistica.
Una guerra d’attrito contro i civili
In un discorso dai toni fermi pronunciato il 6 febbraio 2026, la Presidente Ursula von der Leyen ha dipinto un quadro impietoso dell’avanzata russa: appena lo 0,8% del territorio conquistato nell’ultimo anno, a fronte del tasso di perdite umane più alto dalla Seconda Guerra Mondiale.
«Questo non è il comportamento di uno Stato che cerca la pace», ha dichiarato von der Leyen, denunciando i deliberati attacchi russi alle infrastrutture energetiche e ai sistemi di riscaldamento ucraini durante i mesi invernali.
Il colpo al cuore dell’energia: stop ai servizi marittimi
Il pilastro energetico del nuovo pacchetto introduce misure senza precedenti:
-
Divieto totale di servizi marittimi per il greggio russo: una misura coordinata con il G7 per abbattere ulteriormente le entrate di Mosca.
-
Stretta sulla “Shadow Fleet”: inserimento in lista nera di altre 43 imbarcazioni (portando il totale a 640) e restrizioni sull’acquisto di nuove petroliere.
-
Blocco GNL e rompighiaccio: nuovi divieti su manutenzione e servizi per le navi cisterna di gas naturale liquefatto (GNL) e per le navi rompighiaccio, essenziali per i progetti di esportazione russi nell’Artico.
Finanza: chiudere le “vie di fuga” digitali
La Commissione punta a colpire quello che definisce il “punto debole” della Russia: il sistema dei pagamenti. Per impedire a Mosca di aggirare le sanzioni tramite canali alternativi, l’UE ha disposto:
-
Sanzioni contro 20 banche regionali russe.
-
Misure restrittive contro le criptovalute, colpendo le società di trading e le piattaforme che ne facilitano lo scambio.
-
Azioni contro banche di paesi terzi che agevolano il commercio illegale di beni sanzionati.
Commercio e lotta all’elusione
Il valore delle nuove restrizioni commerciali supera i 930 milioni di euro. Il pacchetto include il divieto di esportazione di beni che vanno dalla gomma ai trattori, fino ai servizi di cybersicurezza. Per la prima volta, verrà attivato lo strumento anti-elusione, proibendo l’esportazione di macchinari a controllo numerico (CNC) verso giurisdizioni ad alto rischio di riesportazione verso la Russia.
L’efficacia delle misure e il futuro
I dati citati dalla Presidente confermano l’erosione fiscale di Mosca: nel 2025, le entrate da gas e petrolio sono scese del 24%, mentre l’inflazione e i tassi d’interesse al 16% continuano a soffocare l’economia interna.
Oltre alle sanzioni, l’impegno europeo prosegue sul fronte del sostegno diretto:
-
Approvato un prestito da 90 miliardi di euro per la difesa ucraina.
-
Invio di centinaia di generatori per far fronte all’emergenza energetica.
-
Sviluppo, insieme agli USA, del Prosperity Framework, un piano per la ripresa post-bellica e la crescita a lungo termine dell’Ucraina.
«La nostra determinazione per un’Ucraina libera e sovrana non è incrollabile: cresce ogni giorno di più», ha concluso von der Leyen, esortando gli Stati membri a una rapida approvazione delle misure.r
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.















