E’ stata presentata la pubblicazione della annuale relazione dell’ Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, Isin, al Governo e al Parlamento sulla sicurezza nucleare. Un documento (visionabile su Canale Energia) che come evidenziato nella sua introduzione arriva “in un momento di particolare attenzione per le tematiche di cui istituzionalmente l’Ispettorato si occupa”.
Tra le attività di cui si occupa il centro vi sono la protezione fisica delle installazioni nucleari, preparazione e risposta alle emergenze nucleari e radiologiche, partecipazione alla Piattaforma nazionale per il nucleare sostenibile, comunicazione ai media partecipazioni internazionali e attività nel settore della radioprotezione.
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Rispetto questo ultimo punto il direttore ISIN, dr. Francesco Campanella ricorda nella sua relazione “Nel gennaio del 2024 è stato adottato il Piano Nazionale d’Azione per il Radon (PNAR) 2023- 2032, con il quale l’Italia si è dotata dello strumento fondamentale per la gestione e riduzione dei rischi di lungo termine dovuti all’esposizione a tale gas: il Piano è articolato in 3 Assi (Misurare, Intervenire, Coinvolgere) a sua volta declinati in 20 Azioni, nelle quali è prevista un’ampia partecipazione dell’Ispettorato (18 Azioni).
Sempre nel corso del 2024, l’Ispettorato ha fornito risposta alla richiesta pervenuta dal MASE in merito all’istituzione dell’Osservatorio nazionale radon, l’organismo previsto dal PNAR italiano al fine di monitorare e valutare la realizzazione del Piano, e che ancora non ha visto formalmente avviarsi le proprie attività”.
Deposito nucleare a che punto siamo
Tra i punti salienti delle attività emerge il tema del Deposito nazionale su cui l’Ispettorato comunica che il 26 novembre 2024 ha avuto inizio la fase di consultazione dei soggetti competenti in materia ambientale (fase di scoping), durata 60 giorni. Da qui l’Ispettorato, all’esito della procedura di Vas, esprimerà il proprio parere sulla proposta di Cnai
che sarà elaborata da Sogin.
Attività radiazioni ionizzanti
“Nel 2024, in particolare l’attività istruttoria dell’ISIN ha riguardato il rilascio di oltre 70 titoli autorizzativi” ricorda Campanella.
Nello specifico:
• le attività di disattivazione degli impianti appartenenti al passato programma nucleare ed
alle attività di conduzione degli impianti tutt’oggi in esercizio (reattori da ricerca e depositi
di combustibile);
• il rilascio di pareri ad altre Amministrazioni procedenti (Ministeri, Prefetture) in merito ad
istruttorie che coprono differenti aspetti della sicurezza nucleare (protezione fisica, piani
di emergenza, salvaguardie, ecc”.
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