Come implementare la geotermia in Europa. Su questo tema si sono confrontati oggi diversi esperti internazionali nel corso del workshop “Strategic Innovation Agenda for Geothermal exploitation in Europe”, Firenze.
Molte le esperienze di geotermia che stanno andando avanti in diverse aree. Quello che appare evidente è che “si può fare” per citare un noto film, e si può fare sempre meglio. “Ma è necessario muoversi insieme” sottolinea Bruno Della Vedova, presidente dell’Unione Geotermica Italiana. Storage geotermico, perforazione sono alcuni dei punti chiave su cui sviluppare la geotermia in Europa. Visto l’ultimo Electrification Action Plan pubblicato lo scorso 17 luglio e il prossimo atteso per settembre sulla geotermia i tempi sono maturi secondo Della Vedova.
“Abbiamo bisogno di una mappatura del valore della geotermia nell’industria che includa i costi, i vantaggi e le aree territoriali più interessanti per la produzione geotermica”. Ricordando infine come l’Italia sia forte a livello tecnologico ma scarseggia di impianti proprio nel nostro Paese, che è il tra i primi tre per potenziale di produzione geotermica in Europa. E invita a utilizzare tecnologie sperimentate per le esplorazioni di oil e gas adattandole alle necessità della geotermia.
“E’ necessario inoltre attirare investimenti. Ma per farlo serve avere linee guida chiare” conclude.
In tutto questo non bisogna dimenticare l’impatto che ha l’effetto Nimby anche su questa fonte energetica rinnovabile pulita come ricorda Paolo Basile esperto geologo. Infine non è da dimenticare il peso del ritardo del feed-in tariff che “attendiamo dal 2018 e che diventa effettivo da questo anno, ma con un decremento del 6%” ricorda Basile. Il che porta un impatto importante nella valutazione degli investimenti e della progettualità fatta ad oggi.
“In gran parte di Italia non c’è adeguata conoscenza del potenziale geotermico per ridurre i consumi energetici e garantire riscaldamento e raffrescamento con la geotermia” aggiunge al dibattito Marco Orsi esperto geologo.
Un progetto europeo per diffondere la geotermia
Vediamo ad esempioGreet GEO, un progetto europeo (finanziato dall’UE) nato per promuovere la ricerca e l’utilizzo dell’energia geotermica. Composto da 10 partner provenienti da 8 Paesi europei (tra cui Italia, Croazia, Ungheria, Slovenia, Portogallo, Spagna, Belgio e Irlanda). Il suo scopo principale è rafforzare l’innovazione e le competenze delle PMI nelle regioni europee con un forte potenziale geotermico.
business cases with value chain geothermal
“La geotermia è una risorsa applicabile a più attività” sottolinea la speaker del progetto Sanja Živković EIHP nel corso della presentazione del progetto europeo e come tale va studiata a sviluppata.
Una panoramica veloce sulla Slovenia
Rispetto alla Slovenia Matej Prkič di Lea Pomurie espone oltre al potenziale della regione anche lo studio in corso di convertire gli impianti attuali in geotermia con reimmissione di fluidi nel sottosuolo.
sviluppo geotermia in Slovenia
Sviluppi geotermici a Zagabria
Zagreb geothermal
A Firenze la geotermia riscalderà la città
Vediamo quindi il progetto di Firenze per due ponti di estrazione e due a iniezione. “Se avete meno di due litri per secondo non potete realizzare un progetto simile. Ma a Firenze si può anche se la situazione non è ottimale come a Milano” spiega Alessandro Murratzu IDROGEO SRL.
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