Oggi 22 settembre la città di Roma ospita il lancio del “World Nuclear Industry Status Report 2025 (WNISR)” nella sede di Spazio Europa a via IV Novembre.
Il report mostra lo stato dell’industria nucleare nel mondo. Il primo dato che emerge è che nonostante i diversi proclami degli Stati, lo sviluppo di impianti di generazione energetica da nucleare sta diminuendo. Da 32 paesi in cui sono attivi impianti nucleari siamo passati a 31. Mentre il numero dei paesi che stanno costruendo nuovi impianti è sceso da 13 a 11. “L’industria nucleare è diventata irrilevante nel mercato energetico” afferma Mycle Schneider, coordinatore ed editore del report. Segnalano anche come i cosi detti Small modular reactor, quelli pensati nella strategia italiana per capirci, non sono in costruzione in tutto il mondo occidentale.
Guardando a Giappone e Sud Africa il segnale è di un netto disinvestimento. Mentre emerge forte una interdipendenza tecnologica con la Russia.

Un confronto tra crescita del fotovoltaico e decrescita del nucleare
Il confronto tra fotovoltaico e nucleare non regge secondo Ruggero Schleicher-Tappeser, tra gli autori del report e consulente energetico. Le due tecnologie sono state messe a confronto in quanto la fiducia verso le due tecnologie sembra molto diversa. Mentre il fotovoltaico cresce in istallazioni il nucleare si dimostra molto meno dinamico e non rispondente alle aspettative. Se paragoniamo i tempi di produzione e di installazione senza contare la pervasività che il fotovoltaico può avere rispetto al nucleare le due tecnologie dimostrano dati e efficacia molto diversi. Altro aspetto che ha cambiato le dinamiche di mercato è l’abbattimento subitaneo dei costi rispetto i sistemi di accumulo energetico con batterie comparto che è cresciuto esponenzialmente. (vedi intervista video completa con Mycle Schneider).
Uno scenario che nonostante vede un sistema sempre più complesso da coordinare mostra come vincenti le utilities che sono più smart. In pratica più la rete è intelligente più può usufruire con efficienza delle fonti rinnovabili a disposizione.
Sicurezza, il caso del Giappone e la sfida di Fukushima
Il Giappone sta ancora affrontando l’importante sfida di bonificare l’area prossima alla centrale di Fukushima che a causa di uno tsunami nel 2011 ha dovuto gestire la rottura di un reattore. Sono stati eliminate le prime parti di scorie nel reattore allagato “ma non sappiamo quanto ancora ci vorrà per eliminarle tutte e non sappiamo con esattezza quanto ce ne siano dentro” spiega il prof. della Nagasaki University Tatsujir Suzuki. Resta il tema della contaminazione dell’acqua e del cibo. La prima è prevalentemente rimasta contenuta nei reattori, assicura il professore ma è comunque ancora radioattiva ed è un problema da risolvere. Il tema della contaminazione delle radiazioni è molto forte. Mentre il cibo è altamente controllato sopratutto nell’area di Fukushima, anche se i dati dimostrano che si sta allentando in parte questa analisi.


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