Net zero, crolla fiducia del settore energetico verso target al 2050

I dati del Net Zero Jeopardy Report II dell'Energy Industries Council

Solo il 16% dei dirigenti del settore energetico ritiene che si possa raggiungere l’obiettivo di net zero entro il 2050, in calo rispetto al 45% dell’anno scorso. Lo rivela il Net Zero Jeopardy Report II, realizzato dall’Energy Industries Council (Eic) secondo i cui dati la fiducia sta diminuendo poiché l’instabilità politica, l’incertezza finanziaria e la lentezza nelle approvazioni dei progetti continuano a ostacolare i progressi.

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Foto di Marcin Jozwiak su Unsplash.

La fiducia negli obiettivi intermedi per il net zero è ancora più bassa. Solo il 14% ritiene che il proprio Paese raggiungerà gli obiettivi climatici al 2030, in calo rispetto al 16% alle rilevazioni dello scorso anno. Le aziende intervistate hanno per lo più sede nel Regno Unito e il documento rileva che le tariffe per i progetti di energia pulita restano molto basse. Nonostante gli obiettivi ambiziosi, solo il 10% di quelli eolici offshore e il 9% di quelli relativi all’idrogeno hanno raggiunto la fase finale di investimento, rispetto al 21% per l’upstream oil & gas.

Net Zero: eolico offshore evidenza le maggiori sfide

In particolare, il settore eolico offshore evidenzia le sfide nell’aumento di scala dell’energia pulita. Le attuali installazioni, nel Regno Unito e in Europa, “sono in gran parte il risultato di decisioni di investimento prese un decennio fa, il che solleva serie preoccupazioni sul raggiungimento degli obiettivi futuri” si legge nel report. Secondo l’Eic, il finanziamento è una questione chiave ma gli investitori rimangono cauti nel sostenere nuove tecnologie green, in particolare in settori come l’idrogeno, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e le infrastrutture di rete.

I dirigenti aziendali hanno anche sollevato preoccupazioni sulle vulnerabilità della supply chain, in particolare nella produzione e nella logistica di tecnologie pulite. Molti componenti per progetti di energia rinnovabile, tra cui turbine eoliche e sistemi di accumulo di batterie, provengono dalla Cina, il che aumenterebbe la dipendenza da un singolo mercato, come mostrano i risultati del sondaggio.

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“Garantire che i progetti energetici siano commercialmente sostenibili”

Sebbene il predominio del Paese asiatico abbia contribuito ad abbassare i costi, tuttavia si sollevano preoccupazioni sulla sicurezza energetica, sulla politica commerciale e sulla resilienza della supply chain. Gli intervistati hanno espresso inoltre preoccupazioni sulla capacità produttiva e sulla disponibilità di competenze, soprattutto quando più progetti cleantech pianificati entreranno nella fase di costruzione.

In conclusione, un percorso chiaro verso il net zero è “garantire che i progetti energetici siano commercialmente sostenibili” sottolinea il report. Per far sì che ciò accada, è necessario lavorare sul lato della domanda, inclusa la facilitazione di un ambiente normativo favorevole: “Ciò renderà le banche meno preoccupate e più capitale fluirà”.

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