Il rapporto congiunto Energy and AI in East Asia, pubblicato dall’Iea e il Korea Energy Economics Institute (Keei), delinea un futuro in cui l’IA non è solo una vorace consumatrice di risorse, ma il pilastro tecnologico per la stabilità delle reti elettriche in una delle regioni più dinamiche del mondo. L’Asia Orientale si trova oggi in una posizione strategica unica: da un lato ospita la produzione di quasi il 60% dei chip globali (Gpu e Cpu), componenti essenziali per il funzionamento dell’intelligenza artificiale; dall’altro deve gestire una transizione energetica complessa in sistemi spesso isolati o con scarse interconnessioni transfrontaliere.

L’ascesa dei data center e la sfida della domanda elettrica
Il cuore pulsante dell’IA risiede nei data center, la cui “fame” di energia sta crescendo a ritmi senza precedenti. Secondo le proiezioni del rapporto, il consumo globale di elettricità di queste infrastrutture è destinato a raddoppiare, passando dai circa 415 TWh del 2024 ai 945 TWh previsti entro il 2030, arrivando a rappresentare circa il 3% della domanda mondiale.
In Asia Orientale, la concentrazione di queste strutture è particolarmente elevata e la loro espansione esercita una pressione significativa sulle reti locali. In Corea e Giappone, ad esempio, i data center rappresentano una quota crescente del carico di picco, spingendo i governi a introdurre segnali di prezzo e incentivi per delocalizzare i nuovi impianti fuori dalle aree metropolitane già sature, come la zona di Seoul.
Un fattore critico per l’efficienza è il Power Usage Effectiveness (Pue), che misura il rapporto tra l’energia totale consumata e quella utilizzata dalle apparecchiature IT. Sebbene la media globale sia prevista in calo sotto l’1,3 entro il 2030, l’Asia-Pacifico deve affrontare sfide climatiche specifiche: il clima caldo e umido rende più difficile il raffreddamento naturale, aumentando la quota di energia destinata alla climatizzazione dei server, che può oscillare tra il 7% e il 30% del consumo totale.
IA come motore per l’integrazione delle rinnovabili
Se l’IA consuma energia, è altrettanto vero che offre strumenti indispensabili per gestirla in modo più pulito. Il rapporto evidenzia come gli algoritmi di machine learning siano fondamentali per integrare le fonti rinnovabili come il solare e l’eolico, la cui produzione varia in base alle condizioni meteorologiche. In Cina, che ha superato i 1.200 GW di capacità rinnovabile ben prima della scadenza del 2030, l’intelligenza artificiale è già utilizzata per previsioni meteorologiche ultra-precise e per il monitoraggio in tempo reale degli impianti, riducendo le inefficienze e i costi di manutenzione.
L’applicazione dell’IA si estende all’intera catena del valore: dalla selezione dei siti per i nuovi progetti alla manutenzione predittiva delle reti di trasmissione. In sistemi cosiddetti quasi-isolati come quelli di Giappone, Corea del Sud e Taipei, dove mancano connessioni elettriche internazionali robuste, l’intelligenza artificiale diventa uno strumento vitale per bilanciare istantaneamente domanda e offerta, garantendo la sicurezza del sistema senza poter contare sul supporto dei paesi vicini.
Asia Orientale: politiche nazionali e sovranità tecnologica
I governi della regione stanno rispondendo con strategie nazionali mirate. La Cina detiene oggi il 69,7% dei brevetti mondiali legati all’IA, mentre Corea e Giappone hanno registrato una crescita esponenziale delle domande di brevetto negli ultimi anni. Le raccomandazioni del rapporto suggeriscono di integrare le normative sull’intelligenza artificiale direttamente nei quadri regolatori energetici esistenti, promuovendo la trasparenza dei dati sui consumi e incentivando la costruzione di data center vicino a fonti di energia a basse emissioni.
In Corea del Sud, l’approvazione di leggi come l’Electricity Network Expansion Bill punta a velocizzare la costruzione di infrastrutture di rete critiche, riducendo i tempi di consultazione e aumentando le compensazioni per le comunità locali. L’obiettivo è creare una autostrada dell’energia capace di accogliere i nuovi carichi dell’IA e, contemporaneamente, favorire l’espansione del nucleare e delle rinnovabili per centrare gli obiettivi di emissioni nette zero.
Oltre il digitale: l’innovazione nei settori industriali
L’impatto dell’IA non si ferma ai server. Il rapporto sottolinea come l’Asia Orientale possa sfruttare la sua leadership manifatturiera per applicare l’intelligenza artificiale alla produzione di batterie e semiconduttori, riducendo l’intensità energetica di questi processi altamente energivori. Anche nei trasporti, l’integrazione dell’IA con i veicoli elettrici (EV) sta aprendo la strada alla ricarica bidirezionale, trasformando le auto in batterie mobili che supportano la rete nei momenti di massima necessità.
In sintesi, il successo della transizione energetica in Asia Orientale dipenderà dalla capacità di sincronizzare l’evoluzione degli algoritmi con lo sviluppo di una rete elettrica resiliente, digitale e decarbonizzata.
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