In occasione del convegno “Il settore energetico nel 2025 e le prospettive per il 2026”, l’Associazione Italiana Economisti dell’Energia (AIEE) ha celebrato un momento di profonda commozione con la consegna del premio energia sostenibile “Edgardo Curcio” 2025. Il riconoscimento è stato assegnato alla memoria di Marco Peruzzi, storico manager di Edison, descritto dal presidente onorario dell’AIEE, Carlo Di Primio, come una figura capace di unire competenza professionale e una rara umanità.
Alla cerimonia hanno partecipato il figlio, Francesco Peruzzi, e l’amministratore delegato di Edison, Nicola Monti, sottolineando l’importanza del valore umano in un settore tecnico come quello energetico.
Scenari globali: tra tensioni geopolitiche e nuove sfide
L’analisi dei primi mesi del 2026 evidenzia un quadro internazionale estremamente complesso. Il blocco dello stretto di Hormuz e il conflitto in Medio Oriente hanno generato criticità sui mercati di petrolio e gas, portando a rincari e rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti, in particolare per prodotti come il gasolio e il jet fuel. Vito Pastore, direttore relazioni esterne e programmazione strategica del GSE, ha evidenziato come la transizione energetica stia diventando una sfida non solo ambientale, ma industriale e competitiva, aggravata dalle attuali instabilità geopolitiche.
Il mercato dell’energia in Italia: petrolio, gas ed elettricità
Sul fronte delle fonti primarie, Rita Pistacchio di Unem ha confermato che il petrolio rimane indispensabile per la mobilità, nonostante la crisi della petrolchimica. Parallelamente, il gas naturale mostra una forte resilienza: Giuliana Rotta, responsabile affari regolatori di Proxigas, ha rilevato una domanda in crescita del 2% nel 2025, con l’Italia che si conferma hub strategico grazie alla diversificazione delle rotte dal Nord Africa e dall’Azerbaijan.
Per quanto riguarda il settore elettrico, Andrea Villa di Elettricità Futura ha illustrato come la capacità da fonti rinnovabili in Italia sia salita a 84 GW, trainata dal fotovoltaico. Tuttavia, il ritmo di decarbonizzazione resta più lento rispetto a partner come la Germania. Gabriele Moltrasi di Aiget ha aggiunto che il sistema si sta muovendo verso una maggiore liberalizzazione, sebbene resti forte la necessità di un intervento regolatorio per bilanciare flessibilità e sicurezza.
L’impatto macroeconomico e la visione dei leader del settore
Il quadro economico italiano, illustrato da Ciro Rapacciuolo del centro studi Confindustria, mostra segnali di peggioramento dovuti all’incertezza internazionale, con il rischio di una crescita frenata e un’inflazione in aumento.
Nella tavola rotonda moderata da Guido Bortoni, presidente del Cesi, i vertici delle principali aziende del settore hanno tracciato la rotta per il futuro:
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Luca Dal Fabbro, presidente di Utilitalia, ha proposto un maggiore pragmatismo, suggerendo investimenti comuni nel nucleare francese e il potenziamento degli impianti eolici esistenti.
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Pier Lorenzo Dell’Orco, presidente di Proxigas, ha richiamato alla solidità della filiera italiana del gas, invitando a evitare approcci ideologici sulla totale elettrificazione domestica.
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Nicola Monti, amministratore delegato di Edison, ha allargato la prospettiva alla crescita della domanda globale, ricordando che l’Europa deve fungere da traino tecnologico per i paesi in via di sviluppo.
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Gianni Murano, presidente di Unem, ha infine lanciato la proposta di una authority europea dell’energia per superare la frammentazione della governance attuale e coordinare meglio le politiche energetiche e sociali.
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