Sostenibilità ambientale, la scelta vincente delle aziende

Il dibattito alla presentazione a Milano dell'Osservatorio Sustainability Sentiment realizzato da Aida Partners Ogilvy PR e Message

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La sostenibilità ambientale crea valore economico. Investire in questo settore non è più una scelta di nicchia legata solo a motivazioni etiche, ma comporta concreti vantaggi a livello finanziario. A chiedere sempre di più prodotti in linea con l’ambiente sono gli stessi mercati, ormai consapevoli che questo trend è stato introiettato in modo efficace da investitori e consumatori. E’ quanto emerso dalla presentazione, tenutasi ieri a Milano, della quinta edizione dell’Osservatorio Sustainibility Sentiment, realizzato da Aida Partner Ogilvy Pr e Message. Un dibattito che ha visto la presenza di aziende e  rappresentati del mondo universitario e finanziario. (Guarda le slide della presentazione del Sustainability Sentiment 2018).

Temi ambientali sono trend topic

I temi ambientali – ha spiegato nel suo intervento Michele Merola del centro di ricerca IEFE  (Università Commerciale Luigi Bocconi)non sono più di nicchia, ma sono dei veri e propri trend topic. E’ in corso una rivoluzione green in tutti i settori. E’ il mercato che chiede di puntare su questo settore”.

La green economy – ha aggiunto Merola – ha  infatti degli impatti positivi che non si limitano all’ambiente, perché ha anche la capacità di generare benefici sociali e economici.  Le aziende che investono in sostenibilità hanno dei vantaggi competitivi rispetto alle aziende che non lo fanno. In piena crisi le realtà produttive che hanno puntato su temi green sono quelle che hanno performato meglio. Anche in un periodo di crisi la sostenibilità crea valore economico e sociale”. 

Tuttavia secondo il ricercatore dello IEFE quando si affrontano questi temi le aziende devono puntare di più su progetti concreti e meno sugli slogan o sui numeri dei vari report.  Ci vorrebbero un po’ meno report e un po’ più di azioni concrete, progetti che possano testimoniare l’attenzione di un’azienda verso gli stakeholder e il territorio”, ha spiegato Merola.

Ambiente e finanza, un connubio vincente

Un connubio vincente, dunque, quello tra ambiente e finanza. Due tematiche che trovano un terreno proficuo di interazione sul piano culturale, come ha spiegato Roberto Del Giudice, Partner Comunicazione Investor Relationse CSR di Fondo Italiano di Investimento SGR

Lo sviluppo della sostenibilità nel mondo della finanza è un elemento culturale – ha spiegato Del Giudice – si sta sviluppando di pari passo con la cultura degli intermediari finanziari e degli investitori. Ci aspettiamo che quasi naturalmente queste tematiche diventino in futuro tipiche nelle nostre attività”.

 

 

Energia e sostenibilità due temi compenetrati

A rimarcare la consustanzialità tra i settori dell’energia e della sostenibilità ambientale è stata Selina Xerra, Direttore Corporate Social Responsibility e Comitati Territoriali Gruppo Iren. “Occuparsi di energia senza occuparsi di sostenibilità è impossibile” ha spiegato la manager che ha inoltre sottolineato come il concetto di sostenibilità implichi una riflessione sulla dimensione temporale. 

La sostenibilità ambientale, economica e sociale ha una dimensione di lungo periodo. Vuol dire pensare di avere risultati nel lungo termine, questo vuol dire ragionare sul piano strategico”, ha spiegato Xerra. In quest’ottica “il ruolo del top management è fondamentale”, perché questa figura aziendale ha il compito di “far crescere l’azienda nel tempo e quindi  di integrare la sostenibilità nella pianificazione di lungo termine traducendola in target concreti”. 

Il rischio di autoreferenzialità

A confermare lo scenario delineato nel corso del dibattito i dati dell’Osservatorio secondo cui il tema della sostenibilità ha riacquistato un ruolo centrale nei Cda delle società. Tuttavia, come ha spiegato Riccardo Taverna, direttore economia civile e sostenibilità di Aida Partners, bisogna affrontare questi temi nel modo più appropriato, altrimenti “uno dei rischi è quello di diventare troppo autoreferenziali”.

L’azienda – ha sottolineato Taverna – ingaggia gli stakeholder dialoga con loro, rileva quali sono le loro aspettative e poi risponde. infine nel bilancio di sostenibilità racconta quanto è stata brava a rispondere a queste aspettative. In realtà devono essere gli stakeholder a raccontare quanto l’azienda abbia risposto in modo efficace alle loro istanze. Questo non accade. Il rischio di  autoreferenzialità può quindi diventare un rischio di credibilità”. 

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