Sostenibilità ambientale e finanza, un connubio sempre più stretto

Alcuni esempi della crescente attenzione del mondo economico a investimenti in linea con l’ambiente

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Le tematiche ambientali sono questioni che stanno assumendo sempre maggiore rilevanza anche in ambito finanziario. Uno dei tanti esempi dell’attenzione queste settore riserva all’argomento viene dal mondo bancario. BNP Paribas Asset Management ha annunciato, come si legge sul sito della Reuters, che smetterà di investire in quelle società che ottengono oltre il 10% del loro reddito da centrali a carbone per la generazione di calore e elettricità.

Ridurre il livello di rischio 

La scelta diventerà operativa a partire dall’inizio del 2020. L’obiettivo del gruppo bancario è quello di cercare di ridurre il livello di rischio dei suoi investimenti. Con gli accordi di Parigi del 2015 e con la crescente attenzione a livello globale sui temi della tutela ambientale, infatti, si è creato un trend che ha visto soggetti, come ad esempio fondi pensione e fondi sovrani, abbandonare investimenti in attività legate ai combustibili fossili. C’è in sostanza un’attenzione maggiore, premiata dai mercati, verso quegli investimenti in linea con la tutela ambientale.

Vincoli green di investimento per il fondo sovrano norvegese

Un altro esempio dell’importanza che il mondo finanziario attribuisce a investimenti green è quello del fondo sovrano norvegese. In questo caso è stato adottato un vincolo che impedisce di investire in società che ricavano più del 30% del proprio business da attività legate al carbone. A ciò si aggiunge il recente annuncio di di volere vendere le partecipazioni in realtà che effettuano attività di esplorazione di giacimenti di petrolio e in quelle che producono petrolio e gas.

Demolizione navali sulle spiagge del’India

Un’altra problematica che è stata affrontata dal fondo sovrano norvegese è stato quello della demolizione navale che avviene nelle spiagge dell’India, del Pakistan e del Bangladesh. Il fondo ha escluso dai suoi investimenti le realtà coinvolte in questa attività che inquina il mare e le spiagge. Si tratta di un fenomeno molto diffuso in quei Paesi, basti pensare che l’80% delle navi commerciali ormai usurate e non più adatte ad essere utilizzate vengono demolite in questo modo. Nel 2018 il fondo norvegese ha già escluso 4 società dai suoi investimenti, perché legate a questa pratica.

Investimenti per aiutare l’Africa a contrastare il climate change

A testimoniare l’impegno del mondo finanziario nella lotta al climate change anche gli investimenti della Banca Mondiale e della Banca africana di sviluppo che, come spiega la Reuters, hanno deciso di destinare entro il 2025 più di 47 miliardi di dollari per supportare i Paesi africani a contrastare il fenomeno del riscaldamenti globale. Nello specifico la banca mondiale si impegnato con 22,5 miliardi nel periodo 2021 -2025, mentre per la Banca Africana di Sviluppo la cifra sarà di 25 miliardi di dollari tra il 2020 e il 2025.

Con biometano e idrogeno minori emissioni di CO2 e risparmi di 217 mld all’anno

A suffragare il legame tra l’attenzione all’ambiente e i vantaggi in ambito economico anche uno studio commissionato a Navigant dal consorzio Gas for Climate che riunisce sette aziende europee del trasporto gas (Snam, Enagás, Fluxys, Gasunie, GRTgaz, Open Grid Europe e Teréga) e due associazioni attive nel settore del gas rinnovabile (CIB-Consorzio Italiano Biogas e EBA-European Biogas Association). La ricerca dimostra infatti come un potenziale di gas rinnovabile di 270 miliardi di metri cubi (prevalentemente biometano e idrogeno),da immettere nelle infrastrutture esistenti, potrà aiutare l’Europa a ridurre notevolmente le emissioni di CO2 nel 2050. Il tutto con un risparmio di circa 217 mld di euro l’anno. 

“Questo studio – commenta in una nota Marco Alverà, amministratore delegato di Snammostra il prezioso contributo che biometano e idrogeno possono dare al raggiungimento degli ambiziosi obiettivi climatici in Europa e al tempo stesso sottolinea l’importanza delle infrastrutture esistenti nel favorire una totale decarbonizzazione a costi accessibili in un orizzonte che va ben oltre il 2050”.

“Il report – spiega in nota Piero Gattoni, presidente del CIB – Consorzio Italiano Biogasè un’ulteriore evidenza dell’apporto essenziale che il biometano può dare alla realizzazione di un futuro energetico sostenibile e totalmente rinnovabile in Europa”.

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