fossiliPer raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione europea della neutralità climatica al 2050, puntare sull’elettrificazione dei consumi e sulla produzione di idrogeno rinnovabile sarà insufficiente se i combustibili fossili continueranno a ricevere sussidi. È l’avvertimento lanciato da Easac, il Consiglio consultivo delle accademie europee per la scienza, composto dalle accademie scientifiche nazionali degli stati membri.

Difficoltà per la progressiva elettrificazione

L’elettrificazione dei consumi è senza dubbio “un’opportunità importante per la decarbonizzazione della nostra economia, ma settori come il trasporto navale e su gomma, il comparto aereo e la produzione di acciaio non saranno facilmente alimentati con l’elettricità”, spiega in una nota stampa William Gillett, direttore del programma energia dell’Easac. Per raggiungere la neutralità carbonica questi settori energivori “hanno bisogno di carburante che può essere trasportato, come petrolio o benzina”, puntualizza.

Al contempo, occorre considerare che “la crescente domanda di idrogeno e di carburanti sintetici richiederà più elettricità rinnovabile in Europa”. Considerato, soprattutto, che le tecnologie per la cattura e il sequestro del carbonio non rendono l’idrogeno prodotto da fossili a carbonio zero.

Strategia idrogeno inutile se fossili ricevono sussidi

Secondo l’Easac il primo passo per imprimere veramente una svolta al sistema consiste nell’azzeramento dei sussidi diretti e indiretti e degli altri incentivi alle fossili. Questi mandano “segnali sbagliati”, rimarca Gillet. “L’UE dovrebbe aumentare il prezzo del carbonio e rivedere la direttiva sullo scambio di emissioni per costruire la fiducia degli investitori nei mercati futuri dell’elettricità rinnovabile e dell’idrogeno rinnovabile”. 

Gli scienziati inoltre evidenziano l’importanza di evitare “vincoli prematuri e costosi alle infrastrutture, nuove o rinnovate, che vengono successivamente riqualificate grazie all’impiego di tecnologie più economiche o sviluppi del mercato”.

Produzione locale e decentrata di idrogeno rinnovabile

“Nel settore elettrico, la generazione distribuita sta giocando un ruolo sempre più importante”, rimarca Gillet. “È sensato pensare localmente e adottare un approccio graduale”. Come? La ricetta dell’Easac prevede inizialmente di collocare elettrolizzatori distribuiti per produrre localmente idrogeno rinnovabile e alimentare le reti. “L’idrogeno o i carburanti sintetici saranno usati soprattutto dove l’elettrificazione non è un’opzione”.

In ballo la leadership globale per l’Unione europea

L’Unione europea dovrà prepararsi ad aumentare le importazioni e a siglare nuovi partenariati per non farsi sfuggire l’opportunità di “guidare il commercio globale di idrogeno rinnovabile e delle tecnologie per produrlo“, conclude Gillet. Se seguisse questa strada, seppure complicata, riuscirebbe ad “assumere la leadership nei mercati globali per l’idrogeno rinnovabile e per la fabbricazione di elettrolizzatori a basso costo”.

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