L’Alta commissione delle Nazioni unite per i rifugiati (Unhcr) ha posto l’accento sulla problematica dei rifugiati climatici. Nello specifico ha inserito gli eventi climatici estremi  nella relazione annuale, citandoli espressamente tra le cause che determinano la fuga dei rifugiati dai loro paesi d’origine.

Unhcr, preoccupazione per i rifugiati climatici

Le guerre e i conflitti continuano a essere le principali cause che spingono le persone ad abbandonare le loro terre. Tuttavia, la crisi climatica rappresenta una minaccia emergente. Fenomeni estremi come come la siccità e innalzamento del livello del mare aggravano infatti situazioni già critiche. In particolare ”l’interazione tra clima, conflitti, fame, povertà e persecuzione crea emergenze sempre più complesse” si legge nel rapporto.

Rifugiati climatici, per l’Unhcr c’è relazione diretta tra eventi meteorologici estremi e migrazioni 

La svolta realizzata dalle Nazioni unite è rappresentata dalla scelta di includere la minaccia climatica ufficialmente nel rapporto. Ciò crea un collegamento più diretto con i rifugiati, che sono un tipo specifico di migrante.

L’esempio del Mozambico

Il rapporto cita il caso del Mozambico, colpito lo scorso anno da una serie di cicloni. Nel Paese sono state sfollate oltre 18.000 persone. 

Qualche numero

Al di là della questione climatica, dal report emerge come almeno 100 milioni di persone siano state costrette a fuggire dalle loro case negli ultimi dieci anni, all’interno o all’esterno dei loro paesi di origine. L’80% degli sfollati nel mondo si trova in paesi o territori colpiti da acuta insicurezza alimentare e malnutrizione. Molti dei quali sono paesi che affrontano pesanti criticità legate al clima e ad altri rischi di catastrofi naturali.

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