L’idrogeno verde dal Mare del Nord, ma servono regole certe

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Idrogeno World Leadres

Può il Mare del Nord abbandonare la ricerca nelle fonti fossili europee e diventare un hub dell’idrogeno verde, complice l’eolico off shore molto presente nell’area? E’ quanto si è discusso al World Hydrogen North Sea nel corso del panel on line: “What Role will Hydrogen Play in the North Sea 2.0.?”

Primo step secondo Jose M. Bermudez, Energy Technology Analyst, International Energy Agency (IEA) è che “si stia lavorando per produrre un idrogeno a basse emissioni”.

“Per svilupparlo ci sarà bisogno di sviluppare un quadro di regolazione chiaro e armonizzato sul piano europeo e dei diversi player coinvolti. Pensiamo alle complicazioni date anche dalla Brexit” sottolinea Catherine Banet, Scandinavian Institute of Maritime Law, Head of the Energy and Resources Law Department, University of Oslo, che rimarca anche come sia “importante capire la commodity a cui ci stiamo riferendo”.

“Paesi come la Germania stanno guardando ad alternative al gas e su questo la vera chance sono gli impianti di grande scala di idrogeno, cosa in cui il Mare del Nord può svolgere un ruolo significativo” sostiene, Nigel Holmes, CEO, Scottish Hydrogen and Fuel Cell Association (SHFCA).

Trasporto e regolazione le due chiavi necessarie sbloccare la filiera dell’idrogeno nel Mare del Nord

Altro tema è il trasporto, perché come rimarca Robert Evers, Business Developer Hydrogen focusing on Offshore, Gasunie, società olandese di infrastrutture e trasporti del gas naturale che opera nei Paesi Bassi e in Germania: “Definita la modalità di trasporto si identificherà anche meglio dove e come produrlo” e ricorda: da un punto di vista del trasporto non vogliamo prediligere un idrogeno su un altro. A noi quello che interessa è che sia trasportabile. Su questo ci stiamo guardando intorno e sviluppando studi”.

Secondo Bermudez per lanciare in modo definito l’idrogeno come risorsa energetica “serve una mano forte a livello politico che sostenga l’avvio della domanda, così da  farla crescere velocemente. L’importante è che si sviluppi una domanda di idrogeno verde. Siamo comunque critici nello sviluppare l’idrogeno in settori in cui non c’è un reale vantaggio energetico, mentre ce ne sono alcuni in cui sarebbe fondamentale. Penso al trasporto per le lunghe distanze, lo stesso per le infrastrutture. Serve un maggiore sviluppo di esperienze per vedere una crescita veloce di questa risorsa”.

Gli fa eco Evers: “Il ruolo del Governo è assolutamente centrale con incentivi per investire in innovazione necessaria al comparto”.

Hub centrali o infrastrutture locali i pro e i contro

“Importante avere un approccio di hub centrali” Secondo Banet la value chain è una chiave, per cui è importante avere un approccio di hub centrali. Per farlo ribadisce come sia centrale un ruolo forte delle istituzioni e della regolazione “Serve una regolazione chiara per valorizzare la filiera e aiutare le aziende ad affrontare gli investimenti necessari”. Sottolineando come quanto accaduto per il gas rappresenti una buona best pratices “ma che non si può copiare per intero”. Serve chiarire chi sarà l’operatore, chi farà gli investimenti, e chi mette i costi di location.

“Se aspettiamo la soluzione perfetta ci metteremo molto quindi ci sono delle soluzioni di intermezzo che ci permettono di fare bene e subito” Holmes

Per affrontare questo cambiamento e avviarsi a una reale transizione energetica “Le aziende devono guardare in modo diverso alle loro produzioni e spesso necessitano di un approccio locale”, spiega Holmes. “Un esempio sono le aziende del whiskey che usano molto gas. Per guardare all’idrogeno stanno effettuando degli studi per comprendere le risorse che hanno a livello locale”.

Secondo Evers è comunque un quadro che deve fare i conti con le infrastrutture esistenti in quanto “ricostruire una pipeline per l’idrogeno impegnativo, mentre non si può dare per scontato che i produttori di idrogeno verde vorranno essere diluiti nel gas”.

Un discorso aperto quindi sul profilo tecnologico, di trasporto e di opportunità di business oltre che ambientali, ma come sottolinea Holmes, non c’è ancora la soluzione perfetta per accontentare tutti. “Se aspettiamo la soluzione perfetta ci metteremo molto quindi ci sono delle soluzioni di intermezzo che ci permettono di fare bene e subito”.

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Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.