Dopo un periodo di incentivi, ora la Cina ha posto un freno ai sussidi sull’eolico, puntando sul fatto che il settore possa “camminare sulle sue gambe”. La sfida consiste nel permettere al comparto di affrontare il mercato senza sostegni pubblici, andando a competere con l’energia prodotta da combustibili fossili.

Promuovere la ‘grid price parity’ 

Il paese, come si legge sul sito della Reuters, ha introdotto nello specifico la “parità del prezzo della rete” rispetto all’elettricità ottenuta dal carbone. Questa misura si applicherà ai nuovi progetti a partire dal 2021. L’obiettivo che si vuole così raggiungere è quello di arrivare a un’omogeneizzazione del livello di prezzo per favorire una concorrenza allo stesso livello. Gia lo scorso gennaio il paese è riuscito a far partire una serie di progetti in ambito eolico e solare svincolati da incentivi. Un’operazione favorita dalla diminuzione dei costi di costruzione per gli impianti. in particolare per il solare il decremento è stato del 45% dal 2017, mentre per l’eolico è stato del 20% nello stesso periodo.

Intelligenza artificiale per migliorare l’efficienza

Accanto al supporti degli incentivi un tema chiave per lo sviluppo del settore eolico è di soluzioni tecnologiche innovative. Rientra in quest’ambito il progetto che vede Google impegnato nella promozione di una maggiore efficienza negli impianti grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. L’idea è quella di riuscire a gestire in modo più efficace una risorsa imprevedibile come il vento che crea non poche difficoltà nella pianificazione del finanziamento degli impianti. Nello specifico il progetto sfrutta una soluzione della controllata londinese di Google DeepMind che impiega algoritmi di machine learning per predire il rendimento degli impianti in una arco di tempo di 36 ore. In particolare la valutazione viene effettuato elaborando i dati delle previsioni del tempo di una determinata zona e i dati in diacronia del comportamento delle turbine. Grazie a questa soluzione gli impianti, per ora solo legati a Google, hanno avuto un incremento delle performance pari al 20%.

Turbine eoliche riciclabili

Altro tema chiave è quello del riciclo delle pale eoliche arrivate al fine vita. Tra le soluzioni in circolazione per rendere queste strutture più sostenibili c’è una nuova resina riciclabile messa a punto da un team di ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Vanderbilt negli Stati Uniti. I problemi su cui si è deciso di intervenire  erano essenzialmente due: da una parte il fatto che le pale eoliche siano composte da una fibra di vetro resistente la cui lavorazione richiede un procedimento ad alto consumo di energia; dall’altra l’impossibilità di effettuare il riciclo nel momento in cui questi componenti non sono più utilizzabili. Per superare quest’ultima criticità è stata messa a punto una  resina hitech che mantiene tutti i vantaggi della vetroresina, ma allo stesso tempo è riciclabile. 

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