dispositivo ricarica elettrica
Dispositivo ricarica elettrica

L’Arera (Autorità per l’energia) ha pubblicato il rapporto finale della ricognizione Mercato e caratteristiche dei dispositivi di ricarica per veicoli elettrici”, risultato di un Focus group sulla mobilità elettrica nato nel 2020, per definire il quadro della sperimentazione che prenderà il via dal 1° luglio, al fine di favorire la ricarica domestica in fasce orarie notturne e festive, con aumento di potenza gratuito.

Questa ispezione sui sistemi di ricarica delle auto elettriche, comprende: wallbox casalinghe, colonnine stradali, ricariche slow e quick, che sono la maggior parte, e quelle fast e ultra-fast, individuando 225 modelli con potenze che vanno dai 2 kW ai 350 kW, prodotti da 24 aziende.

Arera ha raccolto le informazioni insieme a Rse, Ricerca Sistema Energetico, grazie alla collaborazione delle aziende costruttrici dei dispositivi.

Il rapporto mette in luce le caratteristiche tecniche ed economiche dei sistemi di ricarica disponibili sul mercato, da cui emerge un certo dinamismo nei segmenti caratterizzati da potenze di ricarica medie e basse, che interessano soprattutto le singole abitazioni e i condomini, il micro-business, le flotte aziendali e l’industria alberghiera e della moderna distribuzione organizzata. In questa sezione di mercato, si collocherà la maggior parte dei dispositivi, calcolata del 90% dei punti di ricarica dei prossimi dieci anni in Italia. Al contrario, nel segmento di mercato dedicato ai punti di ricarica veloce e ultra-veloce opera meno del 50% delle aziende del settore.

L’Arera mette al centro anche le politiche di smart charging, attraverso le possibilità di interazione tra veicoli e infrastrutture elettriche (vehicle to grid), ma ci vorrà ancora del tempo prima che si superi la dimensione sperimentale e si passi a quella superiore.

Le differenze tra i vari dispositivi

I 225 dispositivi censiti vanno da un minimo di 2 kW fino a un massimo di 350 kW e vengono classificati in 4 segmenti di mercato:

  • ricarica lenta o slow (95 dispositivi) per ricariche fino a 7,4 kW;
  • accelerata o quick (98), per ricariche fino a 22 kW;
  • veloce o fast (20), per ricariche fino a 50 kW;
  • ultra-veloce o ultra-fast (12), per ricariche oltre i 50 kW.

Fino ai 22 kW erogati in corrente alternata, l’offerta di mercato per i segmenti slow e quick rappresenta l’86% del totale, dove opera il 78% delle imprese considerate. Invece, nel segmento fast, per i dispositivi a potenza maggiore, operano solo 9 aziende e in quello ultra-fast 6 aziende, offrendo dispositivi solo in corrente continua.

Rimane una vasta varietà dell’offerta proposta per le diverse esigenze, che vanno da quelle di un contesto familiare o di piccole realtà professionali a quelle più adatte per le aziende e gli esercizi commerciali, fino a prodotti ultra-fast adatti soprattutto all’installazione lungo le autostrade.

I prezzi di alcuni apparati

Per i dispositivi di ricarica lenta (fino a 7,4 kW) la spesa media per acquisto e installazione domestica di una wallbox è stimabile tra un minimo di 900 euro e un massimo di 1.500 euro, con un valore medio di 1.200 euro (a cui si deve aggiungere l’iva).

Diverse case automobilistiche offrono un acquisto combinato auto-wallbox, con il dispositivo di ricarica in omaggio. Per i dispositivi per la ricarica accelerata (fino a 22 kW) i prodotti base hanno prezzi compresi tra 700 e 1.300 euro. Per una colonnina con due punti di ricarica, ciascuno da 22 kW, i prezzi possono variare tra 2.000 e 4.000 euro (a cui si deve aggiungere l’iva).

Il consumo in stand by dei dispositivi

Grande importanza riveste il consumo in stand-by dei dispositivi, infatti, in base agli scenari sulla diffusione dei veicoli elettrici presentati nel Pniec, qualora si sviluppasse una rete di ricarica con almeno 3 milioni di dispositivi di tipo slow o quick e circa 10.000 di tipo fast e ultra-fast, i consumi di stand-by potrebbero arrivare a pesare qualcosa come 300-350 GWh all’anno, rappresentando oltre il 3% del fabbisogno di energia stimato per alimentare i 6 milioni di veicoli circolanti al 2030. Pertanto, si rende necessaria l’entrata in scena di nuove tecnologie ad alta efficienza.

La sperimentazione Arera parte dal prossimo 1° luglio

Dal prossimo 1° luglio, per favorire la ricarica in luoghi privati, l’Arera sperimenterà l’aumento gratuito di potenza fino a 6 kW nelle fasce orarie notturne/festive per i clienti in bassa tensione (delibera 541/2020). A questa sperimentazione potrà aderire, presentando richiesta al Gse, chi utilizzerà dispositivi di ricarica wallbox che rispettino particolari requisiti tecnici definiti dall’Autorità. I risparmi stimati possono variare tra i 60 e oltre 200 euro all’anno, rispetto a un aumento di potenza in tutte le ore del giorno e in tutti i giorni.

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