Si intitola “3beLiEVeil progetto incentrato sui nuovi sistemi di accumulo che vede il coinvolgimento di 21 partner internazionali, tra cui l’Italia, coordinati da AIT – Austrian Institute of Technology. A rappresentare in particolare il nostro Paese saranno Enea, l’azienda hi-tech Sensichips di Aprilia (Latina) e il Centro Ricerche FIAT di Torino. L’obiettivo del progetto, partito in questi giorni e finanziato con 10 milioni di euro dall’Unione Europea, è la realizzazione di batterie al litio di terza generazione per veicoli elettrici e ibridi, con sistemi integrati di monitoraggio che garantiscano maggiore autonomia grazie a consumi ridotti.

Sensori smart e wireless

I veicoli elettrici, in particolare quelli con un’autonomia superiore a 400 km – spiega in una nota Simone Mannori, ricercatore del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia e responsabile per Enea del progetto europeo, – richiedono l’impiego di batterie costituite da centinaia di celle. In questo progetto, il nostro compito sarà quello di sviluppare sensori smart e wireless in grado di monitorare lo stato di salute e di carica di ogni singola cella per ottimizzare il rendimento complessivo delle batterie e migliorare sensibilmente l’esperienza di guida delle auto elettriche”.

Come funziona il monitoraggio

Ma come funzioneranno queste innovative modalità di monitoraggio? Si farà ricorso a un’elettronica di controllo con funzionalità di diagnostica avanzata. Saranno applicate su circuiti integrati, progettati e forniti dall’azienda partner Sensichips, con l’obiettivo finale di garantire e prolungare il funzionamento dei nuovi accumulatori ad alte prestazioni.

E-mobility, un’opportunità per l’India 

Se in generale puntare sulla mobilità elettrica è una delle strade che si è deciso di percorrere a livello globale per arginare il quantitativo di emissioni inquinanti in atmosfera, questa scelta risulta centrale in un Paese come l’India. Questo stato già dal 20003 aveva incluso la mobilità elettrica tra i settori chiave da potenziare incoraggiando le aziende automobilistiche a puntare su queste tecnologie. Tuttavia attualmente la percentuale di mezzi elettrici è ancora limitata a valori molto bassi. A ribadire la centralità del settore e la volontà del governo di promuovere il settore è stato recentemente anche il ministro dei trasporto Nitin Gadkari, che ha sottolineato sulla testata ‘The Economic Times’: “L’unica soluzione per l’India è la mobilità elettrica”.

Dai dubbi degli utenti alla diffusione nelle flotte aziendali

Tornando in Italia, due ricerche, presentate in occasione di “That’s Mobility” – evento dedicato al settore della mobilità elettrica che si tenuto a fine settembre a Milano – hanno tracciato un quadro dell’atteggiamento degli utenti verso le auto elettriche.

Dall’indagine Start City, realizzata dal bimestrale Nuova Energia, è emerso in particolare come il 22,6% dei cittadini, se dovesse comprare oggi un’auto, acquisterebbe ancora Diesel, mentre solo l’11,1% (dato in crescita rispetto al 2018) opterebbe per un veicolo elettrico. Numeri che mostrano come l’utente automobilistico italiano abbia ancora delle riserve  sull’auto elettrica. In particolare per oltre il 60% degli intervistati il punto di maggior criticità è l’autonomia limitata, anche se il 70% circa dichiara di usare l’auto prevalentemente per fare la spesa. Le problematiche sono in particolare, da un lato, la scarsa conoscenza del veicolo elettrico, dall’altro, la generale scarsa propensione a cambiare il proprio punto sull’approccio all’auto.

Situazione opposta è quella delle flotte aziendali come emerge dallo studio ‘Mobilità alla Spina’ di Fleet Magazine, secondo cui in quest’ambito l’auto elettrica è già presente e continua a diffondersi velocemente. In particolare dai dati della ricerca si evince che coloro che vanno anche fuori città con le e-car senza temere problemi di ricarica sono il 32%, dato in forte aumento rispetto al 2018 del 53%. Un aspetto rilevante è poi il fatto che le aziende stesse spesso agevolano i propri dipendenti per la ricarica dei mezzi o fanno accordi con le multiutility per le ricariche (quasi il 40% del campione ha stretto partnership, rispetto al 16% del 2018).

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