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Capodanno, torna l’allerta inquinamento da fuochi pirotecnici

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Capodanno, torna l’allerta inquinamento da fuochi pirotecnici

I botti di Capodanno sono responsabili dell’immissione in atmosfera di sostanze nocive come piombo, cromo, stronzio, potassio, magnesio, bario, alluminio, titanio, rame, zolfo e manganese.

“A Capodanno celebriamo l’inizio di un nuovo anno che trascorreremo su questo pianeta, perciò dovremmo imparare a festeggiare rispettando l’ambiente e tutte le specie animali che lo abitano” ha evidenziato in una nota Barbara Molinario, Presidente di Road to green 2020.

Alcuni studi provano come nel corso dei festeggiamenti l’aumento dell’inquinamento dell’aria, sopratutto delle polveri sottili, è pari alla messa in opera di numerosi inceneritori. Oltre al fenomeno pirotecnico è la simultaneità diffusa sul territorio dell’attività ad aumentare l’effetto di inquinamento.

Nel Capodanno 2005 ad esempio alcune fonti riportano un inquinamento di diossina nella sola città di Napoli pari all’attività di 120 inceneritori di rifiuti in un anno.

Non solo inquinamento anche danni alla salute di oltre  5000 animali

L’ inquinamento da botti si aggiunge al fatto tristemente noto di morte di diversi animali sopratutto uccelli e specie selvatiche. Secondo le ultime stime del WWF si tratta di almeno 5000 animali solo in Italia. Oltre ai decessi immediati sono segnalati anche quelli causati da stress da botti che possono portare al decesso dell’animale, fattore che interessa gatti e cani. Anche per le persone i festeggiamenti pirotecnici possono causare incidenti più o meno gravi. Lo scorso anno sono stati registrati 212 feriti, di cui 36 hanno necessitato di ricovero.

“Perché non scegliere, ad esempio, delle lanterne volanti?” suggerisce la Milinario “Sono più sicure ed ecologiche, completamente silenziose, ma per questo non meno scenografiche”.

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