cambiamento climatico

La regione del Mediterraneo è un punto caldo per i rischi alla salute legati agli effetti del cambiamento climatico. Cresce nel mondo scientifico la consapevolezza di dover agire prontamente in risposta alla crisi climatica per fare leva sui decisori politici affinché siano sviluppate soluzioni di adattamento e di mitigazione.

Negli atti di un recente workshop promosso da Easac – European academies science advisory council si riportano le voci di esperti internazionali che condividono l’obiettivo di intervenire subito per contrastare eventi meteorologici estremi – scarsità d’acqua e insicurezza alimentare, inquinamento atmosferico, emergenza sanitaria – ed evitare che le conseguenze peggiori ricadano sulle aree con infrastrutture sanitarie più deboli.

Cambiamento climatico e pandemia sono crisi convergenti

Il cambiamento climatico e la pandemia da Covid-19 possono essere considerate crisi convergenti. Viene infatti affermato nel documento: “Entrambe hanno rivelato la mancanza di preparazione delle società a livello mondiale ed esercitano pressioni significative sui sistemi sanitari con sproporzionate conseguenze per i gruppi vulnerabili”. La pandemia ha tuttavia creato opportunità per pianificare in modo sostenibile la ripartenza. Questo, a garantire che gli obiettivi di sostenibilità ambientale, per la salute e l’equità sociale, siano altrettanto importanti quanto la resilienza delle economie: “La comunità scientifica ha un’importante responsabilità nel guidare i decisori politici su queste opportunità, nel monitoraggio e nell’attuazione delle scelte compiute”, si legge negli atti.

Per l’Italia, ha preso parte ai lavori il prof. Pietro Cappuccinelli, emerito dell’università di Sassari e socio dell’Accademia nazionale dei Lincei. Il suo contributo è stato quello di mettere a fuoco un’ulteriore valutazione dei percorsi diretti e indiretti per cui il clima colpisce la salute, sostenendo: “Per le sue caratteristiche geografiche, per la vulnerabilità idrogeologica e sismica, l’Italia può essere considerata come un laboratorio naturale per studiare l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute”, viene riportato nel documento.

Il contributo della comunità scientifica

Le principali conclusioni del workshop, riportate negli atti, individuano:

  1. la necessità di capitalizzare i progressi scientifici, sviluppare soluzioni e adattarle ai contesti locali e implementare sistemi sanitari resilienti ed equi.
  2. la comunità scientifica deve lavorare non solo per generare nuova conoscenza, ma anche per indicare come utilizzare quella già disponibile: si tratta di una risorsa per l’innovazione, per informare e guidare le opzioni della politica mondiale.

In generale, gli atti del workshop sottolineano l’importanza strategica di affrontare i problemi relativi alle disuguaglianze socio-economiche, l’emarginazione dei gruppi vulnerabili, l’alfabetizzazione, la qualità e l’accessibilità alla risorsa idrica, nonché altre criticità legate al cambiamento climatico come la perdita di biodiversità.

Il rapporto completo è disponibile sul sito di Easac.

 

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Redazione
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