Giubbotti in legno: continua il matrimonio felice tra moda e riciclo

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Vi ricordate di Marcello Antonelli e sua figlia Marta che con Ligneah hanno rivoluzionato il mondo della moda producendo borse, scarpe e cover per iPhone in legno? Ebbene hanno migliorato – anzi rivoluzionato – la propria tecnica di lavorazione e oggi producono dei giubbotti.

“Abbiamo depositato un nuovo brevetto che prevede un processo totalmente diverso per la lavorazione del legno”, ci spiega Antonelli. Se prima venivano effettuati dei tagli ora, pur continuando ad usare macchinari in laser, si producono “delle escavazioni che alla vista rendono il legno uguale alla pelle”. Il risultato è un materiale alto 2 decimi di mm (mentre prima raggiungeva i 3-4 decimi di mm) più facile da modellare e da adattare al capospalla che può essere utilizzato per produrre qualsiasi capo d’abbigliamento: “Il materiale che producevamo prima, infatti, presentava dei limiti tecnici: ad esempio, nella manica erano evidenti delle piccole incisioni che lasciavano scoperto il bordo. Con questa lavorazione, invece, il legno resta liscio e morbido e si adatta anche alle cuciture”, continua Antonelli.

Per raggiungere questo obiettivo l’azienda ha dovuto investire nei macchinari, sempre tenendo alta l’attenzione sugli aspetti legati all’efficienza energetica: “Il processo produttivo viene monitorato perché la lavorazione richiede dei tempi macchina. Diminuendoli ottengo processi molto più veloci e incidenze minori in termini di costi”.

E sul riciclo dei materiali: “Oggi produciamo meno scarti perchè prima incidevo e tagliavo il legno, eliminando le parti residuali non omogenee, mentre con l’escavazione ciò non avviene“. Questi stessi scarti vengono utilizzati per fare piccole lavorazioni di pelletteria o per realizzare degli accessori (come ibraccialetti 3 cm x 6 cm).

Anche il prodotto finale è totalmente riciclabile: “Viene realizzato solo con cotone, legno (che proviene dalle foreste controllate del Nord America e Nord europa) e una piccola percentuale di collante a base acquosa che si smaltisce se interrato. Essendo composto da microgranuli può essere diluito in acqua e smaltito nella fognatura”.

Unico limite “comunicativo”, come lo definisce Antonelli, è la confusione che può generare alla vista: “Con la precedente tecnica di lavorazione si capiva subito che le borse erano realizzate con legno inciso. Ora assomiglia in tutto e per tutto alla pelle. Dunque diventa difficile comunicare che non lo è”. Un “ostacolo” che potrebbe anche favorire il raggiungimento di un target più ampio scavallando molti scetticismi.

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Ivonne Carpinelli
Giornalista con la passione per l'ambiente e l'energia lavoro con Gruppo Italia Energia dal 2014. Mi occupo anche di mobilità dolce e alternativa, nuove costruzioni, economia circolare, arte e moda sostenibile. Esperta nella gestione dei social network e nel montaggio video non esco mai senza penna, taccuino e... smartphone.