Microplastiche quali i gesti che danneggiano? Gli studi sul tema stanno aumentando.

Vediamo come i ricercatori dell’università di Newcastle e della Flinders university in Australia, insieme agli studiosi dell’Accademia cinese delle scienze, evidenziano come per le microplastiche ci siano dei semplici gesti che danneggiano l’ambiente. Ad esempio l’apertura di una sola bottiglietta d’acqua di plastica può contribuire a diffondere delle microparticelle di plastica nell’ambiente. Gli scienziati hanno fatto degli esperimenti analizzando, tramite il microbilanciamento del cristallo di quarzo e la microscopia elettronica a scansione, attività semplici e frequenti come strappare la confezione dei cioccolatini, tagliare un nastro o sacchetti di plastica con forbici e torcere il tappo di plastica da una bottiglia. Si è scoperto che con questi gesti vengono rilasciati da 10 a 30 nanogrammi di frammenti di plastica per ogni 3 metri di plastica che spezziamo. La ricerca spiega inoltre che le forbici e lo strappo con le mani degli imballaggi in plastica producono effetti abbastanza simili, mentre l’uso di un coltello per tagliare i materiali plastici genera una quantità significativamente maggiore di particelle.

Microplastiche, i danni alla salute dei pesci

Un altro studio, pubblicato da un team di scienziati della Duke university di Durham (Stati Uniti), sulla rivista Limnology and oceanography letters, ha invece scoperto come quei pesci esposti in modo continuativo ad ambienti acquatici in cui sono disciolte delle microplastiche hanno visto incrementare il loro rischio di soffrire di aneurismi, problemi respiratori e danni al sistema riproduttivo. Lo studio ha analizzato in particolare la specie giapponese Oryzias latipes, piccoli pesci originari delle risaie delle regioni costiere dell’Asia meridionale. Già precedenti indagini avevano dimostrato che molti di questi pesci mangiano grandi quantità di fibre di plastica ogni giorno, ma sembrava che i meccanismi protettivi nell’intestino prevenissero danni. Questa nuova ricerca invece ha esteso il campo di indagine a tessuti e cellule, rilevando cambiamenti dannosi nella fisiologia di questi animali.

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