Valle d’Aosta – Foto di Ivonne Carpinelli

L’organizzazione di manifestazioni sportive, specie outdoor, comporta una responsabilità ambientale, specie nelle aree vulnerabili montane e alpine. Con alcune misure preventive e correttive rivolte ad atleti, accompagnatori, spettatori, staff e volontari è possibile mitigarne le ricadute negative sulle comunità locali e sugli ecosistemi.

La Valle del Monte Bianco è stata nominata Comunità europea dello Sport 2021. La nomina, per ora solo informale, riguarda cinque comuni della Valdigne: Courmayeur, La Salle, La Thuile, Morgex e Pré-Saint-Didier. Comunicazione ufficiale dovrebbe arrivare nei prossimi giorni da ACES Europe, la Federazione delle capitali e delle città europee dello sport.

Particolarmente attivi e attenti sono i promotori della Carta internazionale per gli eventi sportivi sostenibili, o Carta di Courmayeur. In prima fila ci sono il ministero dell’Ambiente, la Regione Valle d’Aosta e il Comune di Courmayeur. “Il documento che firmiamo oggi nasce da un percorso iniziato già da tempo in Valle d’Aosta, nello spazio di cooperazione Espace Mont-Blanc, che traccia attorno alla vetta più alta d’Europa iniziative di ampio respiro che vedono la montagna e le sue popolazioni protagoniste di azioni di tutela e di promozione delle Terre alte”, ha dichiarato Albert Chatrian, assessore regionale all’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale, lo scorso 7 settembre in occasione della firma del documento.


I 9 punti per i promotori della Carta di Courmayeur:

1. Diffondere i contenuti della presente carta in ogni occasione possibile coerente con i principi enunciati;

2. Adottare una definizione chiara, comune e ufficiale di “eventi sportivi sostenibili” e far si che i futuri sottoscrittori adottino le misure previste e rispettino i principi enunciati;

3. Garantire che venga avviato un processo partecipato con le comunità locali che ospitano gli eventi per identificare le principali criticità degli impatti ambientali connesse alle manifestazioni sportive, le possibili soluzioni preventive e di mitigazione e i relativi ambiti di intervento;

4. Laddove gli eventi sportivi si svolgano in ambito montano considerare, in coerenza con altre carte, la vulnerabilità del territorio alpino e montano rispetto agli impatti dei cambiamenti climatici e verificare che vengano elaborate specifiche strategie, politiche e misure di mitigazione e adattamento;

5. Coadiuvare, a seconda della tipologia di eventi, gli organizzatori nel definire un quadro di riferimento adeguato che includa aspetti di natura regolamentare, incentivi e facilitazioni, affinché il settore privato (es. gestori delle aree che ospitano gli eventi, produttori e gestori di impianti e mezzi, distribuzione e commercio, ristorazione, catering) e i consumatori evitino modelli di consumo non sostenibili;

6. Sostenere, nelle forme di volta in volta da individuare, gli organizzatori di eventi sportivi sostenibili, nel promuovere e realizzare quanto previsto dalla presente carta (patrocini gratuiti o onerosi, interventi economici o in materiali, ecc.);

7. Mettere in campo specifiche campagne di sensibilizzazione che promuovano la presente carta, rivolte ai cittadini, agli atleti, ai tifosi, ai volontari, agli organizzatori, allo scopo di aumentare il grado di consapevolezza sugli impatti diretti e indiretti degli eventi sportivi sull’ambiente;

8. Promuovere il coinvolgimento e la partecipazione di tutti gli attori del territorio verso il raggiungimento dei target di sostenibilità ambientale, garantendo al contempo la sicurezza e la qualità degli eventi sportivi;

9. Introdurre o rafforzare programmi di educazione allo sviluppo sostenibile, anche attraverso lo sport, nelle scuole.


A promuovere la Carta consorzi – GreenTire, Ricrea, Corepla, Cial -, imprese – Eurosintex e Montura store – e Assobioplastiche. L’associazione da tempo è schierata a fianco della Regione e del Comune per sensibilizzare la collettività: “Dagli amici della parrocchia toscana alla comunità degli Alpini in festa, sono tanti gli organizzatori di eventi, sportivi o meno, che ci chiamano per aumentare la conoscenza sulle bioplastiche”, spiega a Canale Energia il direttore, Carmine Pagnozzi. “Ai partecipanti diciamo che non bisogna gettare nulla nell’ambiente: anche le bioplastiche diventano un rifiuto e vanno recuperate”. Sullo stop alla plastica deciso da enti locali e regionali di tutta Italia precisa: “Dobbiamo capire che la plastica non è il male, ci sono ad esempio le bottiglie in PET riciclabili. A contatto con gli alimenti caldi, precisa Pagnozzi, “è meglio usare i contenitori in bioplastica, prodotti per la maggior parte in Italia e frutto della ricerca promossa da una rete di imprese. Avanzo un’idea: nelle manifestazioni sportive si potrebbe usare uno unico contenitore e inviarlo per il recupero ad un compostatore”.

IL Vda Trailers, ASd TMC 360 Sports, Aica e Ultra mirage sports international-Ultra marathon Tunisie sono i sottoscrittori della carta che si impegnano a:


Gli 8 punti per i sottoscrittori della Carta di Courmayeur

1. Sviluppare strategie per una gestione sostenibile delle risorse naturali. Individuare e implementare soluzioni che consentano la prevenzione nel consumo delle risorse naturali, laddove non sia possibile, privilegiare l’impiego di materiali naturali, riciclati ed ecologici. Considerando i differenti impatti ambientali delle soluzioni individuate scegliere quelle capaci di minimizzare le esternalità negative.

2. Sviluppare strategie per un consumo energetico efficiente e privilegiare l’energia ricavata da fonti rinnovabili. Individuare e implementare soluzioni che consentano di efficientare i consumi di energia, impiegando con quote crescenti energia da fonti rinnovabili, con il fine di ridurre i volumi energetici e gli impatti derivanti.

3. Sviluppare strategie per una mobilità di tipo sostenibile. Individuare e implementare soluzioni volte a ridurre l’impatto ambientale derivante dal trasporto di organizzatori, atleti, pubblico e merci, e atte a incentivare una mobilità sostenibile, leggera e condivisa, puntando alla riduzione delle emissioni in atmosfera e alla minimizzazione dell’impiego di risorse non rinnovabili.

4. Sviluppare strategie volte a prevenire la produzione di rifiuti e incrementare la raccolta differenziata. Individuare e implementare un sistema di gestione rifiuti incentrato sulla prevenzione e sul riciclo, coordinato con le aziende di gestione dei rifiuti locali e la collaborazione dei consorzi di filiera del riciclo dei materiali da imballaggio e/o altri materiali. Contrastare il fenomeno del littering e promuovere buone pratiche in linea con i principi dell’economia circolare per quanto concerne il tema dei rifiuti.

5. Sviluppare strategie volte a minimizzare le emissioni in atmosfera di gas ad effetto serra. Individuare e implementare un sistema per la quantificazione/contabilizzazione dei gas ad effetto serra nell’ottica di ridurre e compensare le emissioni.

6. Sviluppare un piano strategico per la mitigazione dei rischi e la tutela della biodiversità legati alla scelta della location. Selezionare attentamente la location dell’evento in modo tale da:
• In occasione di eventi indoor, preferire strutture in grado di garantire elevate performance ambientali;
• in occasione di eventi outdoor in contesto urbano, scegliere zone accessibili e con strutture adeguate;
• in occasione di eventi outdoor in contesti naturalistici, privilegiare aree non vulnerabili e sensibili, o, se si tratta di aree protette, impegnarsi a prendere tutte le precauzioni necessarie alla tutela delle specie, flora, fauna e habitat esistenti.

7. Sviluppare un piano di comunicazione ed educazione ambientale. Implementare un piano di comunicazione ed educazione ambientale volto a informare sulle strategie attuate all’interno dell’evento per renderlo sostenibile, favorendo una diffusione delle buone pratiche e coinvolgendo in modo concreto organizzatori, fornitori, partecipanti e pubblico.

8. Istituire una Commissione Ambiente. Creare un tavolo di lavoro interdisciplinare, definito “Commissione Ambiente” che rappresenti in modo omogeneo i diversi portatori di interesse dell’area in cui si svolge l’evento. La Commissione ha il ruolo di elaborare le diverse strategie di sostenibilità per l’evento definendo gli obiettivi e i parametri da monitorare. La Commissione definisce, quindi, la politica ambientale dell’evento definendo inoltre gli aspetti ritenuti prioritari su cui lavorare in funzione degli aspetti ambientali rilevanti.

Di anno in anno attua delle strategie in un’ottica di miglioramento continuo.


Capofila nell’attuazione dei principi della Carta la gara di ultra trail Tor des Geants, alla decima edizione e oggi al quarto giorno di corsa, che attraversa paesaggi mozzafiato in alta quota della Valle d’Aosta. “Ho rilevato una grande sensibilità verso la raccolta differenziata. Due volontarie che ho incontrato in un punto di ristoro allestito nel parco nazionale del Gran Paradiso si lamentavano del fatto che i corridori non rispettavano le indicazioni per conferire i rifiuti, la ciotola del brodo nell’organico e la bustina del pacchetto di fazzoletti di carta nella plastica. Sembravano delle mamme che sgridavano i propri figli senza pensare che la fatica incide sull’attenzione”, racconta a Canale Energia la direttrice della gara, Alessandra Nicoletti.

La manifestazione da cinque anni collabora con la cooperativa Erica, il cui direttore, Emanuela Rosio, è presidente di Aica. “Ogni anno cerchiamo di fare qualcosa di più. Distribuiamo alimenti provenienti da colture locali, limitiamo l’uso della plastica, facciamo portare all’atleta il proprio bicchiere, distribuiamo piatti e posate in bioplastica, usiamo vernici temporanee e abbiamo le cosiddette ‘scope’, volontari che seguono gli ultimi corridori e raccolgono le carte che possono scivolare”.

La direttrice evidenzia la sua sorpresa nel trovare grande sensibilità nei volontari: “All’inizio temevamo che assegnare loro anche l’onere della differenziata fosse troppo. Invece ne sono stati ben lieti”. E sulla possibilità che le grandi manifestazioni sportive aiutino nella riqualificazione del territorio e degli alpeggi abbandonati commenta: “Se ne dovrebbero preoccupare i proprietari. I rifiuti sono vecchi, abbandonati o interrati quando non c’era la sensibilità di oggi”.

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