C40 cities, realtà composta da 96 città del mondo impegnate nella lotta al cambiamento climatico, ha redatto una guida con una serie di regole da seguire per contrastare l’inquinamento indoor durante la pandemia. Consigli pratici che permettono di ridurre le emissioni delle nostre attività casalinghe e rendere gli ambienti in cui viviamo più salubri.

Inquinamento indoor e pandemia, le regole da seguire

Le indicazioni sono semplici e consentono di preservare la salute degli inquilini dell’abitazione, riducendo il quantitativo di sostanze tossiche che spesso molte attività generano.

Ridurre uso di incensi e candele

Tra le azioni che si possono mettere in atto ci sono la riduzione dei processi di combustione in casa. Ad esempio si può evitare di usare candele o incensi.

Favorire il ricambio d’aria

Un altro accorgimento consiste nel favorire spesso il ricambio d’aria degli ambienti. Usare una ventola di scarico che si apre verso l’esterno, oppure si può semplicemente aprire una finestra. 

Ridurre l’uso di prodotti chimici per la pulizia della casa

La guida suggerisce inoltre di ridurre al minimo l’uso di prodotti chimici tossici per la pulizia della  casa. Tra questi ci sono i deodoranti artificiali, pesticidi, spray aerosol, adesivi e prodotti per la pulizia aggressivi. Queste prodotti rilasciano nell’ambiente composti organici volatili (Cov). Sostanze che sono dannose per la salute.

Edifici commerciali e residenziali

Per chi gestisce edifici commerciali o residenziali, la guida dà una serie di indicazioni per tutelare gli inquilini. Tra queste ci sono l’aumento  della ventilazione e l’utilizzo di filtri per l’aria. Ma anche la sostituzione di stufe a gas con dispositivi elettrici.

Inquinamento indoor e stufe a gas

Un altro studio, realizzato dal Rocky mountain institute e da gruppi ambientalisti, ha analizzato l’effetto delle stufe alimentate a combustibili fossili in termini di inquinamento indoor sulla salute dei cittadini americani. Questi dispositivi contribuirebbero a rendere l’aria interna da due a cinque volte più inquinata dell’aria esterna. Una condizione che favorirebbe il rischio di patologie per gli inquilini di abitazioni con questi sistemi di riscaldamento.

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