Quando sentiamo parlare di gas fluorurati (Hfc) e delle sue conseguenze sulla salute, bisogna sapere che queste sostanze artificiali hanno una loro funzione preminente nei sistemi di raffreddamento più comuni. Sono state create agli inizi degli anni ottanta per un nobile scopo: sostituire le sostanze che riducevano lo strato di ozono. Negli anni però, si è scoperto che questi gas hanno un impatto estremamente negativo sulle emissioni di CO2 e l’effetto serra, in seguito al loro elevato Gwp (Global warming potential). Inoltre, presenta dei risvolti oscuri il mercato delle quantità illegali di Hc che possono essere acquistate sul mercato nero, parallelo a quello europeo.

Canale Energia intervista Ernesto Revello, sales and business development manager di The chemours company, membro di Efctc, European fluorocarbons technical committee.

Cosa sono i gas fluorurati?

I gas fluorurati sono sostanze chimiche artificiali usate in una vasta gamma di attività industriali. Gli Hfc o idrofluorocarburi costituiscono il gruppo più comune di gas fluorurati e vengono comunemente utilizzati nei sistemi di raffreddamento, quali l’aria condizionata, aerosol, estintori, e come agenti rigonfianti e solventi. Gli Hfc sono stati sviluppati come alternative ai clorofluorocarburi (Cfc), sostanze che riducono l’ozonosfera e che sono state gradualmente eliminate dal 1996 secondo il protocollo di Montréal.

Quali sono le conseguenze sulla salute degli Hfc?

I gas idrofluorocarburi sono assolutamente sicuri da utilizzare ed efficienti dal punto di vista energetico. Inoltre, sono utilizzati in primo luogo in sistemi a circuito chiuso e non vengono a contatto con l’ambiente in condizioni normali. Questi gas presentano però un elevato Gwp (Global warming potential): ciò significa che contribuiscono all’effetto serra e alle emissioni di CO2 in atmosfera, che l’Unione europea ha in programma di azzerare entro il 2050. E’ per questo che l’Unione europea ha introdotto un sistema di quote che va a ridurre gradualmente le quantità di Hfc che possono essere immesse nel mercato, in modo da incentivare alternative più sostenibili (tra le quali i nuovi refrigeranti Hfo o idrofluoroolefine) pur garantendo il ciclo di vita dei sistemi di refrigerazione attualmente installati.

Perché la normativa europea dei gas fluorurati non trova un’applicazione uniforme da parte degli stati membri?

L’applicazione non uniforme negli stati membri della normativa europea dei gas fluorurati è dovuta soprattutto alla diversa severità delle sanzioni applicate sulle violazioni al regolamento F-Gas europeo. Molte autorità non sono consapevoli della portata del problema. Una applicazione uniforme della legge, con sanzioni più severe e una maggiore conoscenza del problema degli Hfc illegali aiuterebbe a sradicare il mercato nero.

Come si sviluppa il legame tra Hfc e criminalità organizzata? E come agisce?

Il legame nasce dal fatto che il contrabbando di Hfc illegali è un’attività che porta a profitti notevoli a fronte di un quadro sanzionatorio poco severo – sia in termini di sequestri, di multe e di conseguenze penali per coloro i quali sono colti in quest’attività. Inoltre, le autorità doganali sono spesso concentrate nella ricerca di altro tipo di materiale illegale – droga, armi etc. – e non sono sempre adeguatamente preparate sui controlli da effettuare sulle bombole di gas Hfc.

Di che volumi di affari parliamo?

Essendo un mercato illegale, si possono solo effettuare stime analizzando dati pubblicamente disponibili. È quello che abbiamo fatto insieme alla società di consulenza Oxera, comparando i volumi di esportazione riportati dalla Cina e i volumi d’importazione riportati dall’UE e da alcuni paesi confinanti: facendo ciò, abbiamo notato una discrepanza che nel 2019 è stata pari a emissioni per 31 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Il fenomeno potrebbe ulteriormente peggiorare dal 1° gennaio di quest’anno a causa dell’ulteriore riduzione delle quote legalmente ammesse in UE: qualora la domanda di Hfc rimanesse stabile e l’applicazione delle norme per fronteggiare le importazioni illegali non progredisse, il mercato nero potrebbe addirittura raddoppiare le proprie dimensioni.

Quali sono le rotte più battute di questo traffico illegale dei gas fluorurati?

Dall’analisi congiunta di Oxera e Efctc emerge che gran parte delle merci illegali viene importata direttamente e indirettamente dalla Cina. I dati sulle esportazioni cinesi mostrano che volumi significativi sono diretti attraverso la Croazia e i paesi Baltici. Le indagini indicano anche che grandi volumi arrivano dai paesi vicini all’UE, come l’Ucraina, l’Albania, la Bielorussia e la Turchia.

Sempre nel rispetto della libera circolazione delle merci, attualmente gli stati membri hanno posto in essere, anche singolarmente, qualche iniziativa per far fronte all’aumento del commercio illegale di Hfc?

Abbiamo notato dei progressi negli ultimi mesi nei controlli messi in atto dalle Autorità doganali ai confini dell’Unione europea: innanzitutto, notiamo una maggiore formazione del personale addetto ai controlli, oltre a dotazioni tecnologiche che permettono di incrociare in tempo reale le banche dati F-Gas. Questa maggiore attenzione sta già dando i suoi frutti: ad agosto, ad esempio, è stato realizzato in Romania il più grande sequestro di gas refrigeranti mai avvenuto. In tutto sono state sequestrate oltre 76 tonnellate di gas provenienti dalla Turchia.

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Carla Pillitu
Professionista delle Relazioni Esterne, Comunicazione e Ufficio Stampa, si occupa di energia e sostenibilità con un occhio di riguardo alla moda sostenibile e ai progetti energetici di cooperazione allo sviluppo. Possiede una solida conoscenza del mondo consumerista a tutto tondo, del quale si è occupata negli ultimi anni.