clima pazzoIn Italia è record di eventi meteorologici estremi. Grandine e pioggia, bufere di vento, ondate di calore: il clima pazzo fa registrare 242 episodi nei primi sei mesi del 2020.

Clima pazzo: danni alla salute

I dati elaborati dall’Unione europea delle cooperative (Uecoop), sulla base della banca dati europea Eswd, parlano chiaro: gli italiani a rischio sono quasi 9 milioni. A essere più minacciati gli abitanti dei grandi centri urbani, soprattutto i soggetti over 85 e i vedovi, separati e divorziati.

Considerato questo scenario, l’invecchiamento progressivo della popolazione italiana è un aggravante. Il 2019 ha fatto registrare il record storico di rappresentanti della terza età con oltre 13,8 milioni di anziani, mostra uno studio del dipartimento della Protezione civile. Negli ultimi cinque anni gli ultra 65enni sono stati 800 mila in più.

L’allarme Uecoop

Secondo buona parte delle ricerche scientifiche, rimarca l’Uecoop in una nota stampa, nei prossimi anni la situazione è destinata a peggiorare. “Le emissioni di gas serra nell’ultimo ventennio sono aumentate del 50% con conseguenze evidenti sul riscaldamento globale e le dinamiche meteo a livello globale e nazionale”.

Anche le cooperative si sono dovute adattare al clima pazzo. Hanno elaborato nuove metodologie di assistenza e assunto operatori specializzati per malati, disabili, anziani e bambini. Difatti, le fasce più deboli della popolazione rischiano malori, colpi di calore, problemi di disidratazione e malattie respiratorie.

Con l’aumento delle temperature e l’utilizzo di sistemi di condizionamento bisogna fare attenzione all’idratazione e all’abbigliamento anti calore contro gli sbalzi termici, rimarca l’Uecoop. Si pone dunque la “sfida di un’assistenza di qualità a lungo termine anche all’esterno del perimetro della famiglia con la necessità di potenziare un sistema di welfare”, conclude.

Il 4 luglio sarà la giornata internazionale delle cooperative. L’edizione del 2020 è dedicata alla lotta ai cambiamenti climatici.

Clima pazzo: danni all’agricoltura

I danni provocati dagli eventi meteorologici estremi non riguardano solo la salute umana. L’ultima ondata di maltempo che ha attraversato il nord Italia ha scoperchiato edifici, sradicato piante, divelto serre. Nelle campagne le tempeste di vento, le trombe d’aria e le grandinate “killer” hanno sradicato coltivazioni di masi e frutta. Il bilancio è pesantissimo: oltre 14 miliardi di euro di danni in un decennio.

Quest’anno la primavera è iniziata con il gelo che ha compromesso le fioriture. È proseguita con l’arrivo del caldo torrido e della siccità per concludersi con le tempeste di vento e grandine. Per Coldiretti è una “conferma dei cambiamenti del clima che si avvertono anche in Italia”. La primavera “è stata la nona più bollente dal 1800”: Isac Cnr ha rilevato “una temperatura superiore di 0,84° la media”.

La “tendenza alla tropicalizzazione” è confermata, precisa Coldiretti. Ora si contano le perdite. Il raccolto di albicocche registra già un -58%, quello di pesche e nettarine un-28%. Per non parlare di verdure e ortaggi: molte aziende agricole hanno perso il lavoro di un intero anno.

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